Mercato immobiliare a rischio per i prossimi 2 anni

Ne avevamo già parlato ad inizio anno dicendo che il 2012 sarebbe stato molto difficile per il settore immobiliare italiano. Ad oggi, analizzando anche gli ultimi dati del settore, possiamo dire di averci preso e che, anzi, la crisi sarà più pesante di quello che avevamo preventivato. Secondo le nostre stime, infatti, il peggio sarebbe dovuto arrivare tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013 per poi dare inizio ad una ripresa già a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. Ora sembra che le prospettive siano ancora di altri 2 anni di sofferenze fatte di un mercato immobiliare in calo dove a farla da padroni saranno solo ed esclusivamente gli squali in cerca di ghiotti affari.

Insomma per i prossimi 12-24 mesi le famiglie potrebbero essere definitivamente tagliate fuori dal mercato immobiliare con il rischio di dare vita ad un vero e proprio tracollo per l’intero settore. Se fino ad oggi i prezzi delle case hanno retto (si stima che dal 2008 le quotazioni degli immobili in Italia siano calate del 7,7% con punte di oltre il 20%) non è detto che ciò sia possibile per i prossimi mesi.

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Una nuova agenzia per il controllo delle banche

La direzione che stanno intraprendendo i leader europei porterà, molto probabilmente, alla creazione di un sistema di supervisione globale per le banche dell’eurozona. La soluzione più gettonata sembra essere la creazione di una nuova agenzia che verrà posta sotto il controllo della Banca centrale europea per sorvegliare le maggiori banche nell’unione monetaria. Se ciò verrà applicato sarà un passo significativo verso la creazione di una futura unione bancaria tra i paesi che utilizzano la moneta unica, passo giudicato fondamentale se si vuole provare a salvare l’euro dalla disfatta. Ovviamente si tratta di un passo estremamente importante e delicato perchè implica un’ulteriore cessione di sovranità dei singoli paesi nei confronti dell’Europa e va a toccare il cuore delle economie locali, ossia le banche.

L’istituzione di un’unica autorità, con un unico insieme di regole per le banche della regione, è visto dalla Germania e da altre economie forti come condizione essenziale per poter condividere le risorse con gli altri paesi. Ovviamente la strada è ancora lunga e al momento non ci sono conferme ufficiali al riguardo ma stando alle indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal è possibile delineare quelle che saranno le future decisioni in merito.

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Anche la Francia in vena di austerity?

Nel suo primo discorso al parlamento, Jean-Marc Ayrault, il neo primo ministro francese, ha chiesto uno sforzo nazionale per far fronte al crescente debito pubblico. Insomma anche la Francia deve riportare sotto controllo le proprie finanze tanto che già dalle parole di Ayrault si incomincia a ventilare l’ipotesi di qualche dura riforma di austerity anche se molto lontana dallo “stile Monti”. Il discorso del premier francese ha giocato sull’orgoglio nazionale con la promessa di portare le finanze pubbliche sotto controllo e di far ripartire il paese evitando rischi di un contagio. Secondo un recente rapporto, infatti, il debito pubblico francese rischia di schizzare alle stelle entro l’anno prossimo proiettando la Francia verso la stessa “spirale del debito” di Spagna e Italia.

Didier Migaud, uno dei principali revisori del debito ed ex deputato socialista, ha dichiarato senza mezzi termini che la Francia sta entrando in una “zona pericolosa”, e che una “spirale del debito” non può essere esclusa. Insomma si corre il rischio di mettere in dubbio anche la credibilità del paese che può vantare la seconda economia dell’eurozona.

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Manchester United: al via l’Ipo a Wall Street

Il Manchester United, la prestigiosa squadra di calcio inglese, si appresta a sbarcare a Wall Street con un’ipo da 100 milioni di dollari. La mossa dei proprietari della squadra, la famiglia Glazer, era nell’aria già da un po ma fino a qualche settimana fa si valutava l’idea di quotarsi a Singapore con un’Ipo da 1 miliardo di dollari ma, vista l’alta volatilità dei mercati si è scelta un’altra strada… quella di Wall Street. Le azioni, stando alle indiscrezioni, sarebbero divise in 2 tipologie: classe A, ossia quelle oggetto dell’Ipo, che garantiscono 1 voto ciascuna e classe B, quelle che rimarranno alla famiglia Glazer, che garantiscono 10 voti ciascuna. Di fatto la famiglia Glazer manterrà il totale controllo del club nonostante la collocazione sul mercato del più prestigioso club di calcio inglese. Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto i Glazer ad optare per la quotazione a Wall Street?

Se si guarda ai profitti, infatti, il Manchester United nel corso dello scorso anno ha ottenuto quasi 60 milioni di dollari in netto rialzo rispetto ai 21 milioni del 2010. Eppure il club inglese deve fare i conti con una montagna di debiti che impedirebbe ai dirigenti di tornare a costruire una squadra in grado di vincere a livello nazionale ed europeo.

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Come inventarsi un lavoro quando non c’è

Il problema italiano, ma più in generale europeo, è quello della mancanza di lavoro specialmente tra i più giovani dove la disoccupazione ha raggiunto il 36%. Se fino a qualche anno fa ci si lamentava perchè il lavoro che veniva offerto ai ragazzi era precario ora il problema è che non c’è più nemmeno quello. E cosa si può fare quando il lavoro non c’è? Bisogna inventarselo cercando delle soluzioni alternative al classico posto da dipendente che, ormai, è diventato una vera e propria rarità. Ovviamente detto così sembrerebbe un gioco da ragazzi ma la realtà è tutt’altra cosa. Inventarsi un lavoro in questo contesto economico è estremamente difficile ma in alcuni casi rappresenta l’unica soluzione per aver eun entrata che permetta il proprio sussestamento.

Ovviamente il campo che offre le maggiori possibilità creative è quello relativo al web dove, ancora oggi, molti settori sono totalmente inesplorati. Tuttavia spesso internet rappresenta solo uno strumento, un mezzo per raggiungere e soddisfare le esigenze di altre persone. Perchè proprio da questo si deve partire per riuscere nella difficile impresa: trovare una necessità, un’esigenza delle persone che è ancora insoddisfatta e organizzarsi al meglio per offrire un servizio adeguato.

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“Riparti con Eni”: sconti sulla benzina per le famiglie

Come abbiamo più volte sottolineato nel corso degli ultimi mesi il prezzo di benzina e gasolio finisce con l’incidere in maniera negativa sul potere di acquisto delle famiglie italiane. A questo proposito, quindi, è bene sottolineare tutte le iniziative che ci consentono di risparmiare sul pieno di carburante della nostra auto a partire proprio dall’iniziativa di Eni che, dal 16 giugno al 2 settembre, durante tutti i week end, applicherà delle tariffe particolarmente interessanti per tutti coloro faranno rifornimento in modalità Iperself . Parliamo di uno sconto tutt’altro che indifferente visto che siamo nell’ordine dei 20 centesimi al litro, ossia un risparmio di circa 10 euro per un pieno di carburante di un’auto di media cilindrata (calcolo effettuato su serbatoio di 50 litri).

Secondo l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, si tratta di “Uno sconto che io chiamo ‘scontone’ perché offriremo alle famiglie italiane prezzi bassissimi” rispetto a quelli solitamente applicati nei giorni feriali. L’iniziativa, che ha come testimonial dello spot tv Rocco Papaleo, è stata ribattezzata Riparti con Eni e vuole lanciare un chiaro segnale di come il paese abbia bisogno di “rimettersi in marcia” per scacciare l’incubo di questa crisi economica.

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