Aumentano le pressioni sulla Merkel

Quella di ieri è stata una giornata “diversa dal solito” sui mercati finanziari con gli indici periferici che hanno chiuso in maniera positiva mentre gli indici di riferimento come il Dax (-1.25%) o lo SP500 hanno chiuso in rosso. Sicuramente la pessima perfomance del Dax può portare ad un aumento delle pressioni sulla cancelliera Merkel che resta sempre più isolata dal resto d’Europa. Il fronte Italia, Spagna e Francia (a cui si deve aggiungere gli USA preoccupati della gestione della crisi europea) è sempre più compatto sul voler attuare delle riforme significative che possano arginare questo processo distruttivo che si è innescato sulle economie dell’eurozona. L’obiettivo è quella di un’unione fiscale e bancaria dei paesi dell’euro cosa che dovrebbe allentare la pressione sui debiti dei paesi PIIGS ridando fiato alla finanza del vecchio continente. Da parte sua la Germania continua a fare orecchie da mercante perchè, sotto alcuni punti di vista, sta gudagnando (non poco) da questa situazione.

I rendimenti dei suoi titoli di stato non sono mai stati così bassi, ergo i tedeschi possono rifinanziare il proprio debito ad un costo irrisorio rispetto a quello degli altri paesi europei. Non solo… le aziende tedesche sono in grado di accedere al credito a costi decisamente inferiori rispetto a quelli degli altri paesi dell’eurozona. Tuttavia anche per la Germania cominciano ad arrivare i primi problemi: nel primo trimestre del 2012 la crescita delle esportazioni verso i paesi del sud europa sono cresciute solo dello 0,9%, un dato alquanto deludente.

La quota di esportazioni verso l’Italia è diminuita del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Per carità la bilancia commerciale della Germania resta sempre positiva e l’economia tedesca viaggia su un’altra dimensione rispetto a quella spagnola o italiana ma anche la Merkel dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

Il sentiment generale è che la Germania stia cercando di trascinare questa situazione ancora per un po così da rafforzare la propria economia prima di cedere alle pressioni degli altri paesi.

D’altronde i primi segnali cominciano ad arrivare anche dagli USA dove l’economia sembra aver ripreso a rallentare in maniera alquanto decisa e le pressioni di Obama per “ammorbidire” la Merkel cominciano a farsi decisamente più insistenti.

Intanto dal fronte Spagnolo non arrivano buone notizie. La disoccupazione, seppur in lievissimo calo, resta troppo alta anche a Maggio, un mese che per tradizione è molto positivo per l’occupazione del paese. Ma continua a preoccupare anche la necessità di aiuti finanziari alle banche.

Secondo Bloomberg il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble avrebbe chiesto alla Spagna di accettare un piano di salvataggio internazionale: “Se l’aiuto è necessario, tutti sanno che l’Europa è pronta, che l’Europa darà prova di solidarietà e che l’Europa dispone di strumenti di aiuto validi e sostenibili”, anche se ribadisce che “la decisione spetta esclusivamente al governo spagnolo”.

Ovviamente non bisogna dimenticarsi del “rischio Grecia” visto che a breve ci saranno le decisive elezioni che decideranno se il paese rimarrà all’interno della moneta unica o tornerà alla valuta nazionale. Le premesse, tuttavia, non sono delle migliori quindi l’allert resta massimo.

Quale sarà la direzione che l’Europa deciderà di prendere lo scopriremo a breve visto che, già mercoledì, alcuni analisti danno per problabile un taglio dei tassi da parte di Draghi, così come ci si aspetta un ulteriore taglio dei tassi dalla Bank of England.

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