Le tensioni politiche potrebbero acuire il rallentamento economico

Molti indicano l’imminente Brexit come uno dei fattori che stanno causando il rallentamento economico. In effetti, se andiamo a guardare quale economia è cresciuta più velocemente nella seconda metà del 2018, l’ipotesi non è così campata in aria come alcuni affermano.

Il Regno Unito fa parte delle quattro più grandi economie europee. Le altre tre sono Italia, Germania e Francia. Esaminando quest’ultime, nella prima l’economia si è ridotta negli ultimi due trimestri 2018, causando la recessione tecnica, nella seconda la stessa si è contratta nel terzo trimestre e dovrebbe continuare a crescere molto lentamente, mentre nella terza è cresciuta dello 0,3% in ciascun trimestre. Di contro, il Regno Unito è cresciuto dello 0,6 per cento nel terzo e quarto trimestre e si prevede che crescerà di circa 0,3 punti percentuali nei prossimi tre mesi.

Quanto esposto sopra, certifica che la stagnazione economica è un dato di fatto. La scorsa settimana, la Commissione europea ha ufficialmente riconosciuto il rallentamento, riducendo le sue previsioni dall’1,9 all’1,3%. Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, ha affermato che “il rallentamento è più pronunciato del previsto, ma la crescita dovrebbe riprendere gradualmente nella seconda metà del 2019 e nel 2020”.

Potrebbe essere così, ed è vero che i problemi della Germania sono in buona misura il risultato di fattori eccezionali. Le nuove regole sulle emissioni delle auto diesel, il rallentamento del mercato automobilistico cinese e l’incipiente conflitto commerciale con gli USA: tutte cose che non aiutano un paese troppo dipendente dalle esportazioni per sostenere la domanda. La Germania ha un surplus di conto corrente equivalente all’8% del PIL.

Altre nazioni europee più deboli, come l’Italia, sono sotto pressione. Il governo populista italiano si sta scagliando contro la Francia. La settimana scorsa, il vice premier Luigi Di Maio ha incontrato i gilet gialli a Parigi, creando non poco fastidio in Emmanuel Macron, presidente francese. Un incidente diplomatico certamente grave, ma non tale da destabilizzare completamente i rapporti tra le due nazioni.

Quindi cosa sta realmente accadendo? Il discorso non riguarda Italia e Francia, ma è più generale. Il fallimento, reale o percepito, dell’economia europea è il vero problema. Un’economia che non è più in grado di garantire standard equi e giusti per molti cittadini europei. L’Italia è quella maggiormente colpita in questo senso, ma anche in Francia le cose sono andate peggiorando. Ecco il perché delle manifestazioni da parte dei gilet gialli.

Ma è un po’ in tutto il mondo che le proteste, i disagi e la povertà stanno aumentando sempre di più. In Europa, se non verrà mostrata una maggiore vitalità economica, tutto ciò si intensificherà. L’attuale stagnazione dell’economia non fa altro che aumentare questo clima di tensione.

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