Disdetta canone RAI per decesso

Il canone RAI, più correttamente definibile come canone televisivo italiano, è un’imposta che grava sulla detenzione di apparecchiature adibite alla ricezione di radioaudizioni televisivi nazionali. Per questa ragione può a tutti gli effetti definirsi una tassa di possesso che chiunque abbia un dispositivo capace di ricevere un segnale radiotelevisivo deve pagare (segue praticamente la stessa natura del tanto discusso bollo auto).

Disdire canone RAI

Tuttavia ci sono diversi casi in cui è possibile chiedere la disdetta del canone RAI, una richiesta che per potersi ritenere valida deve necessariamente rientrare in almeno una delle seguenti fattispecie:

  • Cessione a terzi: il contribuente dichiara in via formale di cedere a terzi tutti gli apparecchi capaci di ricevere radioaudizioni, e naturalmente fornisce i dati della persona alla quale sono stati alienati i beni stessi. In questo modo il precedente detentore sta sostanzialmente confessando di non essere in possesso di alcun apparecchio che potrebbe in qualche modo essere assoggettato all’imposta.
  • Suggellamento della TV: in questo caso il contribuente chiede che gli vengano suggellati gli apparecchi colpiti dal canone RAI (che detto in parole povere equivale al rendere inutilizzabili i dispositivi in oggetto tramite una chiusura ad hoc). Per avanzare questo tipo di richiesta è necessario redigere una lettera formale e allegare il pagamento di 5.16€ effettuato tramite vaglia postale a: Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale I di Torino. Ufficio territoriale di Torino 1 – Sportello S.A.T. Casella postale 22, 10121 – Torino (TO).
  • Alienazione: ricorre quando il contribuente dichiara di aver subito un furto della TV o di averla deciso per la sua rottamazione. Per dimostrarlo è necessario inviare una copia della ricevuta di rottamazione o in alternativa la denuncia del furto subito.

Esenzione canone RAI

Ci sono alcune fasce di cittadinanza che possono usufruire dell’esenzione dal canone RAI, una possibilità che viene tuttavia concessa solo a fronte di determinati requisiti nonché previa presentazione di un’apposita domanda all’Agenzia delle Entrate. La richiesta di esenzione può esser formulata solo ed esclusivamente da coloro i quali rientrano nei parametri che seguono:

  • Limite di età: la Legge 244/2007 prevede che tutti i cittadini aventi un’età pari o superiore a 75 anni possano beneficiare di questa possibilità. E’ però opportuno specificare che l’apparecchio per il quale si richiede l’esenzione deve essere utilizzato da un’ultrasettantacinquenne che non condivide l’abitazione con soggetti diversi dal coniuge.
  • Limite di reddito: chi richiede l’esenzione dal pagamento dell’imposta deve inoltre avere un reddito che, unitamente a quello di un eventuale coniuge, rimanga al di sotto di quota 6.713,98€ annui.

La richiesta di esonero, qualora accettata, non va poi ripresentata di anno in anno poiché si intende valida vita natural durante. Sempre, però, che non cambino i parametri fondamentali per i quali si è avuto il diritto all’esenzione (per maggiori informazioni è consigliabile fare riferimento al collegamento messo a punto dal sito dell’Agenzia delle Entrate).

Disdetta canone RAI per decesso

Un altro caso per il quale sussiste la possibilità di non pagare più il canone RAI è il decesso. La disdetta del canone RAI per decesso è una pratica che gli eredi dell’intestatario defunto devono occuparsi di portare a termine: per chiedere l’annullamento dell’imposta non bisogna far altro che compilare un apposito modulo all’interno del quale esporre sia la data che il luogo di decesso del soggetto interessato; una volta compilato, il documento andrà poi spedito in busta chiusa mediante raccomandata A.R. all’indirizzo Agenzia delle Entrate S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV – Ufficio Torino 1 – Casella postale 22 – 10121 Torino.

Nell’ipotesi in cui l’abitazione del defunto venisse immediatamente occupata da un’altra persona e di conseguenza gli apparecchi radiotelevisivi riutilizzati da soggetto terzo, sarebbe sicuramente più opportuno procedere con una richiesta di voltura. Tramite questo processo estremamente semplice da portare a termine si potrà variare l’intestazione dell’abbonamento dal vecchio al nuovo residente.

Pc, smartphone e tablet: ma il canone RAI vale anche per loro?

Da un po’ di tempo a questa parte si fa un gran parlare del canone RAI applicato anche ad apparecchi che non sono propriamente definibili come televisivi: è il caso degli smartphone, dei tablet e dei computer che sono sostanzialmente in grado di ricevere i programmi Rai anche solo per mezzo di una comunissima connessione Internet. Ogni anno sembra sia quello giusto affinché le normative cambino in questa direzione, ma è bene chiarire che allo stato attuale delle cose non è previsto alcun assoggettamento di imposta per questo genere di apparecchi elettronici; il Governo Renzi sta però valutando la possibilità di trasformare in concretezza ciò che fino ad ora è rimasta solo una mera voce di corridoio.

Qualora queste misure dovessero effettivamente tramutarsi in pratica, per la Rai si prospetterebbero entrate certe e in crescita (d’altra parte risulterà alquanto difficile riuscire a dimostrare di non essere in grado di ricevere i programmi del servizio pubblico in alcun modo!). Una decisione di questo tipo, nel caso di approvazione, verterebbe sulla necessità di contrastare il fenomeno dell’evasione: tassare più dispositivi permetterebbe un maggior gettito ed una crescente opportunità di tassare casistiche che fino a questo momento erano riuscite ad evitare il pagamento dell’imposta.

Questa norma potrebbe correre di pari passo con la possibilità di accorpare il canone RAI alla bolletta della luce: in questo modo, chi sarebbe così bravo da riuscire ad evitarne il pagamento? Al vaglio del Governo v’è però l’eventualità di accorpare sì il canone alla bolletta elettrica, ma al tempo stesso di abbassare la cifra prevista: si passerebbe dagli attuali 113,50€ ai 60€ medi di un domani probabilmente imminente (la cifra che viene stimata è compresa tra un minimo di 35 ad un massimo di 80€ a famiglia).

L’ammontare del nuovo canone RAI sarà in ogni caso dipendente dall’indicatore Isee (ovvero quello che fotografa la situazione patrimoniale di ciascun nucleo familiare italiano).

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