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Bonus videosorveglianza 2016, il Governo rilancia sulla sicurezza

Le cronache recenti ci hanno consegnato un’Italia niente affatto sicura: il caos immigrati che ha contribuito a sollevare parecchia tensione nel quieto vivere dell’italiano medio, il terrorismo di matrice islamica che di certo non ha aiutato nel permettere a ciascuno di noi di sentirsi sicuro nelle proprie città, e come se tutto ciò non bastasse a questo circolo si è aggiunta anche una microcriminalità che tra furti e rapine ha fatto in modo che le persone si sentissero insicure persino dentro casa loro.

Non è un caso, perciò, se ultimamente si sia discusso molto di sicurezza, della percezione che c’è in Italia di questo tema tanto delicato, delle soluzioni che possono essere escogitate per risolvere (o quanto meno attenuare) gli effetti della microcriminalità, e della reale opportunità di rendere un po’ più liberale la normativa che regola il possesso di armi private. E per tentare di dare una prima (seppur timida) risposta, il Governo ha inserito in Legge di Stabilità 2016 un provvedimento che mira ad introdurre un bonus videosorveglianza sulle spese effettuate in materia di sicurezza e di vigilanza privata. Ma esattamente cosa prevede questa norma?

Bonus videosorveglianza 2016: cos’è e come funziona

Il bonus videosorveglianza 2016 ora come ora è una proposta (che qualora dovesse venire approvata diverrebbe naturalmente legge), la quale prevede un credito di imposta per i cittadini che decidono di investire nella sicurezza privata mediante acquisto di sistemi di videosorveglianza, telecamere, registratori audio-video o mediante sottoscrizione di contratti con agenzie di sorveglianza. Grazie a questa misura, a partire dal 1 Gennaio 2016, i cittadini potranno decidere di effettuare acquisti in questa direzione fruendo così di un credito di imposta anche piuttosto interessante.

Bonus videosorveglianza 2016: chi può beneficiarne?

Nella formulazione prevista dal Governo, i soggetti beneficiari del credito di imposta sulla sicurezza sono tutti quei cittadini privati non titolari di partita IVA che si ritrovano a sostenere spese per mettere in sicurezza se stessi, la propria famiglia e i loro averi dall’azione criminale di malintenzionati vari. Pertanto non si tratta di un’agevolazione che può essere utilizzata dalle imprese, anche perchè nella norma viene espresso in maniera inequivocabile il riferimento a “persone fisiche che non esercitano attività di lavoro autonomo o di impresa”.

Gli importi del bonus videosorveglianza 2016

L’emendamento proposto dalle forze di maggioranza che va ad inserirsi nel pacchetto “cultura e sicurezza” prevede uno stanziamento da circa 2.6 milioni di euro. Tuttavia non sono ancora stati diffusi gli stanziamenti previsti per ciascun singolo intervento, pertanto, quanto meno sotto questo aspetto, occorrerà attendere l’evolversi della situazione per capire come tutto quanto ciò funzionerà nel dettaglio.

Sono invece stati resi noti gli stanziamenti previsti per altre misure che, insieme al bonus videosorveglianza 2016, entrano a far parte del pacchetto “cultura e sicurezza”: il Governo ha deciso ad esempio di estendere il bonus di 80 euro anche ai lavoratori delle forze dell’ordine, e di stanziare 500 euro a ciascun ragazzo che nell’anno 2016 compirà la maggiore età col fine ultimo di sostenere la sua formazione culturale (il bonus di 500 euro per neo diciottenni si intende valido per finanziare l’ingresso in cinema e teatri, per l’acquisto di libri e di materiale che in qualche modo è utile ai fini di un maggiore acculturamento). Inoltre sempre in questo pacchetto di misure entrano a far parte il bonus di 1000 euro per gli studenti dei conservatori che hanno bisogno o desiderio di sostituire il loro strumento musicale, così come ne fa parte lo stanziamento per l’edilizia scolastica.

In ogni caso, relativamente al bonus videosorveglianza, il ministro Padoan ha fatto sapere di voler procedere su tre binari per giungere a una misura definitiva: fissare un limite di spesa per l’installazione di telecamere digitali e per la sottoscrizione di contratti con le agenzie di vigilanza, fissare un importo massimo di spesa per le singole famiglie beneficiarie del credito, e rilasciare la certificazione che attesti il rispetto della legge sulla privacy da parte di chi decide di provvedere all’installazione di questi apparecchi audiovisivi.

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