Ttip al centro del dibattito negli USA: Trump è contrario

donald trump

La destra americana è divisa sull’argomento TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), e a quanto sembra Donald Trump – che del Partito Repubblicano ne è ufficialmente diventato il candidato alla corsa alla Casa Bianca – appartiene decisamente allo schieramento degli scettici. Durante la sua campagna elettorale il magnate americano ha sollevato non pochi dubbi in merito a questo trattato che, qualora approvato, finirebbe con l’aprire le porte del libero mercato tra Stati Uniti ed Europa.

Trump ritiene che firmare questo trattato significherebbe sfavorire l’economia e soprattutto i lavoratori americani, ma vorrebbe dire più che altro il mettere a serio rischio la tenuta del protezionismo su cui invece si è sempre detto particolarmente favorevole (in barba a ogni principio liberale, ma questo è un altro discorso). Ma di preciso quali sono le ragioni che portano il candidato repubblicano a dire no al Ttip, e come potrebbero cambiare le carte in tavola nel caso in cui gli Stati Uniti dovessero eleggere un presidente che è appunto anti-Ttip?

L’obiettivo numero uno di Donald Trump è di rafforzare l’economia statunitense per poterla mettere in netta competizione con quella cinese, e il Ttip, in quest’ottica, non permetterebbe di raggiungere una tale ambizione; inoltre il magnate di New York è anche convinto che le “economie in grande” non siano benefiche per nessuno, per cui secondo lui sarebbe il caso di riportare il metro della discussione sullo slogan dei “singoli trattati con singoli Paesi”.

Un’elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump, quindi, potrebbe mettere a repentaglio il progetto di libero mercato su cui USA ed Europa stanno lavorando da mesi, e significherebbe al tempo stesso mettere in discussione accordi Transatlantici e Transpacifici che sono stati parte dei provvedimenti più importanti dell’amministrazione Obama.

Ma ci potrebbe essere una sorpresa, perché anche la rivale democratica Hillary Clinton non sembra essere poi così convinta di questo trattato internazionale: la Clinton non ha mai preso una posizione netta nel merito, ma è evidente che la posizione maggioritaria anche nel suo schieramento sia quella di chi vuole mettere un freno a questo possibile accordo. Indipendente da quale lato lo si guardi, insomma, il Ttip sarà destinato a vivere tempi bui!

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