Rischio Deflazione: come si muoverà la Banca Centrale Europea?

deflazione e inflazione

Le aspettative di nuove azioni per rilanciare l’economia sono aumentate drasticamente nel corso dell’ultimo mese. La crescita quest’anno è stata debole, e Francia ed Italia in particolare stanno soffrendo più di tutti.

Il mese scorso, i prezzi al consumo nell’area dell’euro sono aumentati solo dello 0,5%, rafforzando i timori di stagnazione, e ciò non può non far ricordare come un’inflazione molto alta possa essere dannosa per l’economia a causa dell’aumento eccessivo dei prezzi. Se le famiglie e le imprese si aspettano che l’inflazione rimanga in questo stato per un lungo periodo, potrebbero posticipare la spesa e gli investimenti, innescando una spirale discendente e aumentando il rischio di una deflazione totale.

Inoltre, renderebbe più difficile per i paesi ripagare i debiti e costringerebbe le deboli economie europee a tagliare i salari reali per competere con paesi come la Germania.

Il mese scorso il presidente della BCE Mario Draghi ha svelato il programma che la banca intende preparare per contrastare questi rischi. La BCE rivedrà le previsioni aggiornate per la crescita e l’inflazione prima di annunciare le sue decisioni politiche giovedì. Draghi ha comunque già detto che a maggio la banca era pronta a tagliare i tassi o stampare denaro attraverso un programma di acquisti di asset in stile Federal Reserve, se necessario.

Le osservazioni pubbliche di Draghi e di altri funzionari della BCE dopo la riunione di maggio hanno rafforzato le aspettative che l’azione sarà imminente. Di conseguenza l’euro è sceso del 2% rispetto al dollaro, portando un certo sollievo agli esportatori e allentando la pressione sui prezzi.

Quindi cosa farà Draghi? Ridurre il tasso di interesse principale allo 0,15% o addirittura allo 0,10% sembra quasi fatto. Molti economisti si aspettano anche che la banca centrale faccia un passo verso l’ignoto riducendo il tasso sui depositi da zero in territorio negativo. Ciò avrebbe l’effetto di addebitare alle banche il pagamento di contanti di riserva con la BCE, in teoria fornendo un incentivo a prestare quei soldi alle imprese e ai consumatori. Ma c’è il rischio che la mossa sperimentale possa ritorcersi contro.

C’è anche una buona possibilità che la BCE offrirà prestiti a lungo termine ed a basso costo alle banche, forse con l’obiettivo esplicito di incrementare i prestiti alle migliaia di piccole imprese che formano la spina dorsale dell’economia europea e che non hanno accesso ad altre fonti di finanziamento.

È probabile che Draghi non interrompa il lancio del programma di allentamento quantitativo in piena regola, ma manterrà l’opzione saldamente sul tavolo.

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