Nuovi lockdown in Francia e Germania minacciano il PIL della zona euro

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Se l’economia europea ha avuto un rimbalzo in avanti nel terzo trimestre ciò si deve al periodo estivo e al drastico allentamento delle restrizioni. Questo trend positivo potrebbe invertirsi nell’ultimo trimestre dopo gli annunci da parte di Germania e Francia su un nuovo lockdown nazionale.

Rispetto al secondo trimestre del 2020, il PIL della zona euro è cresciuto del 12,7%, con un +3,3% rispetto alla previsione degli analisti. Tutto ciò potrebbe vanificarsi se a Francia e Germania si accoderanno Paesi come l’Italia e la Spagna. Molti già parlano di una sicura battuta di arresto, che potrebbe far ripiombare la zona euro nello spettro della recessione.

Tra luglio e settembre il PIL francese è cresciuto del 18,2%, dopo la contrazione del 13,7% avvenuta nel secondo trimestre, il quale include l’intero mese di aprile in lock-down per la pandemia di COVID-19. Ma questo massiccio aumento del PIL non è di nessun conforto per i responsabili politici e le famiglie francesi, che adesso saranno costrette a vivere in una situazione di chiusura totale.

Il miglioramento durante il periodo estivo, il PIL francese non è riuscito però a tornare ai livelli che aveva prima della crisi sanitaria. Facendo un raffronto con il terzo trimestre del 2019, il calo è stato del 4,3%. Da venerdì 30 ottobre la Francia dovrà affrontare per un mese un secondo lock-down nazionale a causa della crescita esponenziale della curva dei contagi nelle ultime settimane. Ristoranti, bar e negozi non essenziali hanno chiuso nuovamente. Restano aperte scuole e fabbriche.

Nel terzo trimestre del 2020, il PIL della Germania è aumentato dell’8,2% rispetto al trimestre precedente; ciò grazie ai maggiori consumi da parte delle famiglie, a un solido aumento delle esportazioni e all’aumento dell’attività nel settore manifatturiero. Nel trimestre precedente, l’economia tedesca si era contratta del 9,8%. Così come in Francia, questo trend positivo sarà vanificato da un probabilissimo lock-down nazionale.

La scorsa settimana Destatis ha rivelato che, rispetto al mese precedente, le vendite al dettaglio sono diminuite a settembre del 2,2%. Quella al dettaglio di cibo, bevande e tabacco è cresciuta del 6,8%, ma le vendite di tessuti, abbigliamento, scarpe e pelletteria sono diminuite del 7,3%.

La BCE ha affermato che ci saranno più stimoli monetari nella zona euro. Verranno riviste le aspettative economiche e poi la banca deciderà quanto supporto sarà necessario. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha dichiarato: “Lo abbiamo fatto in passato rispondendo prontamente e in modo molto appropriato alla prima ondata che ha colpito le economie dell’Eurozona. Lo faremo di nuovo per la seconda ondata”.

Oltre ai bassi tassi di interesse, la BCE ha abbassato i costi per le banche e ha creato un programma di acquisto di titoli di Stato specifico per il coronavirus. Quest’ultimo è attualmente impostato per durare fino a giugno del 2021 con una dotazione totale di 1,35 trilioni di euro.

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