Mutui: il tasso fisso non conviene

La crisi economica della zona euro sta portando non pochi problemi a chi deve scegliere un mutuo per l’acquisto della casa. Come al solito ci si pone la fatidica domanda: scegliere un mutuo a tasso fisso e vivere sereni o approfittare della convenienza del variabile con l’incertezza del futuro? Il problema, infatti, è che con i tassi di riferimento sui valori minimi e lo spread delle banche piuttosto alto ci si trova a dover valutare una differenza molto alta tra i finanziamenti a tasso fisso e quelli a tasso variabile. Tra una rata e l’altra, infatti, può passare anche più del 20% che nell’arco di un anno sono davvero moltissimi soldi per una famiglia media. Alla maggior parte delle persone, quindi, non resta che affidarsi ai consulenti delle banche anche se, ovviamente, questi saranno sempre più propensi a consigliare i prodotti che hanno in portafoglio piuttosto che dare un’opinione obiettiva sulle reali necessità del cliente.

Per questo è fondamentale scegliere il mutuo con un minimo di consapevolezza. Noi di economyonline.it abbiamo provato ad effettuare dei test per rilevare quanto e se sia conveniente stipulare un mutuo a tasso fisso nell’attuale contesto economico. Il test si è basato su un ipotetico acquisto di un immobile del valore di 200 mila euro e la conseguente richiesta di un mutuo di 140 mila analizzando le varie offerte a tasso fisso, variabile e variabile con cap.

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Fornero presenta riforma del lavoro (video)

Nel pomeriggio di ieri il governo, rappresentato dalle persone di Mario Monti e del ministro Elsa Fornero, ha presentato la riforma del lavoro. Secondo il premier si tratterebbe di una riforma storica per l’Italia, una riforma che darebbe prospettiva di crescita al paese contribuendo a dare nuovo stimolo al mercato del lavoro. Monti ha ribadito che si tratta di “una riforma che intende realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico. È una riforma per la crescita e per il lavoro“. Insomma grande soddisfazione per l’intesa raggiunta con i partiti e per l’opportunità che L’Italia avrebbe colto (secondo la visione del governo) in ottica di crescita, produttività e ammortizzatori sociali. Secondo la Fornero, infatti, con questa riforma si avrà un mercato del lavoro in grado di dare maggiore occupazione nel medio e lungo periodo specialmente a quelle categorie, come donne e giovani, che fino ad oggi stavano pagando il prezzo più grande della crisi.

Insomma arriva molta soddisfazione da parte del governo per essere riuscito in tempi relativamente brevi a presentare una riforma del lavoro che, ultimamente, veniva chiesta a gran voce anche dai vertici europei. Ma quali saranno le novità più interessanti introdotte dalla riforma del lavoro? Quali saranno i cambiamenti più evidenti per i lavoratori italiani?

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Donne e lavoro: ancora troppe le discriminazioni

Brutte notizie quelle riportate nell’infonografica pubblicata dal sito Manageritalia.it relativa all’occupazione femminile nei ruoli manageriali. Secondo lo studio della federazione nazionale dei manager, quadri e professionisti, nonostante le donne siano mediamente più istruite faticano ad arrivare a ruoli di alto livello segno che le discriminazioni sono ancora molte. Secondo Marisa Montegiove, responsabile del Gruppo Donne Manager di Manageritalia, saranno proprio le donne a guidare lo sviluppo del paese proprio in virtù del gap da recuperare nei confronti dei principali paesi europei dove l’occupazione femminile è sensibilmente più alta. L’obiettivo di Manageritalia, sempre secondo quanto riportato da Marisa Montegiove, sarà quello di proporre iniziative per promuovere ed aiutare le donne professionalmente più virtuose ad affermarsi nel mondo dirigenziale.

Tuttavia la situazione appare quanto mai disastrosa pur considerando il difficile contesto economico che il paese sta attraversando. Secondo i dati rilevati da Manageritalia, infatti, il 67,4% degli uomini con un’età compresa tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro contro il 46,5% delle donne. Tuttavia se si analizzano solamente i dati relativi agli incarichi dirigenziali risulta che le donne ricoprono solo il 13,3% dei posti di lavoro contro una media europea del 29%, ossia più del triplo.

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Quando e quanto si pagherà di IMU

Come tutti ormai sanno il governo a introdotto l’IMU, l’imposta municipalizzata unica, che va a sostituire l’ici reintroducendo la tassazione sulla prima casa. Quello che non tutti sanno è come, quando e, sopratutto, quanto si pagherà di Imu. Questo perchè sull’argomento c’è ancora molta confusione generata perchè non è stata fatta, ancora, chiarezza da parte del governo e degli enti locali a cui spetterà il compito di decidere quale aliquota applicare. Quello che sicuramente si sa è che la nuova tassa sugli immobili graverà in maniera importante sui redditi delle famiglie italiane in un momento di profonda difficoltà finanziaria dovuta alla forte perdita di potere di acquisto registrata nel corso degli ultimi 12 mesi. Tuttavia è possibile capire qualcosa in più grazie ad uno studio del corriere.it che ha ipotizzato i 3 scenari più probabili che si potranno verificare nell’applicazione dell’Imu.

Quello che emerge è che i comuni potranno decidere quale aliquota applicare tra quelle previste dal governo. A seconda della scelta dei singoli enti locali, quindi, si potrà pagare (per le prime case) anche il 400% in più o in meno. Ovviamente questa rimane solo un’ipotesi in quanto è risaputo che la maggior parte dei comuni non applicherà l’aliquota minima per via delle esigenze di cassa.

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Come acquistare casa senza provvigioni

Il mercato immobiliare sta vivendo un momento di forte crisi dovuta alla mancanza di liquidità e alla scarsa propensione all’acquisto. Chi cerca di vendere un immobile in questo contesto rischia di dover fare i conti con dei tempi estremamente lunghi o con quotazioni inferiori a quelle di qualche anno fa. Per stimolare la domanda il gruppo RE/MAX, uno dei colossi mondiali del settore con oltre 100 mila consulenti in oltre 85 paesi, ha promosso una campagna a zero commissioni. In sostanza il gruppo permette di acquistare alcuni immobili senza dover sostenere il costo dell’intermediazione. Un vantaggio non indifferente per gli acquirenti che, così, potranno risparmiare una somma notevole ammortizzando parzialmente le spese relative all’acquisto della casa, spese che finiscono con l’incidere in maniera importante sul proprio budget.

Ovviamente la promozione in corso è valida solo su quegli immobili la cui approvazione è stata sottoscritta dai venditori che hanno accettato di partecipare all’offerta. Questi ultimi, a fronte di un costo maggiore, avranno la possibilità di rendere più visibili i propri immobili e di concludere in tempi minori la compravendita.

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Madrid spaventa i mercati

Giornata pesantissima quella di ieri sui mercati finanziari che in seguito alle minaccie che arrivano dalla Spagna hanno fatto chiudere con il segno meno tutti i principali listini europei. Malissimo Piazza Affari che chiude a -2,03%, Parigi (-1,62%), Francoforte (-1,05%) e Madrid che chiude con una perdita prossima al 3%. Per Milano si tratta della quarta chiusura negativa di seguito, un risultato pessimo che ha riportato il FTSE MIB a quota 15.624 punti, ossia in una zona di grande pericolo avendo perso la rialzista che si è venuta a creare in seguito alloperazione LTro della BCE. A questo punto non resta che aspettare la giornata di domani, giornata ricca di appuntamenti molto importanti, tra cui l’indice delle PMI dei principali paesi dell’Unione Europea e la conferenza stampa di Draghi alle ore 14.30.

Per quanto riguarda i titoli del FTSE MIB c’è da segnalare la pessima performance del comparto bancario con il Banco Popolare che ha perso quasi il 7% (-6.75), la Popolare di Milano il 6,60%, Unicredit il 4,97% e Intesa il 4,73%. Tra i migliori da segnalare, ancora una volta, Salvatore Ferragamo, Autogrill e Luxottica che hanno guadagnato rispettivamente il 2,69, il 2,36 e lo 0,77%.

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