Fornero presenta riforma del lavoro (video)

Nel pomeriggio di ieri il governo, rappresentato dalle persone di Mario Monti e del ministro Elsa Fornero, ha presentato la riforma del lavoro. Secondo il premier si tratterebbe di una riforma storica per l’Italia, una riforma che darebbe prospettiva di crescita al paese contribuendo a dare nuovo stimolo al mercato del lavoro. Monti ha ribadito che si tratta di “una riforma che intende realizzare un mercato del lavoro inclusivo e dinamico. È una riforma per la crescita e per il lavoro“. Insomma grande soddisfazione per l’intesa raggiunta con i partiti e per l’opportunità che L’Italia avrebbe colto (secondo la visione del governo) in ottica di crescita, produttività e ammortizzatori sociali. Secondo la Fornero, infatti, con questa riforma si avrà un mercato del lavoro in grado di dare maggiore occupazione nel medio e lungo periodo specialmente a quelle categorie, come donne e giovani, che fino ad oggi stavano pagando il prezzo più grande della crisi.

Insomma arriva molta soddisfazione da parte del governo per essere riuscito in tempi relativamente brevi a presentare una riforma del lavoro che, ultimamente, veniva chiesta a gran voce anche dai vertici europei. Ma quali saranno le novità più interessanti introdotte dalla riforma del lavoro? Quali saranno i cambiamenti più evidenti per i lavoratori italiani?
Cosa cambia con la riforma del lavoro

I cambiamenti più importanti sono principalmente 2. Il primo è quello relativo ai licenziamenti individuali per motivi economici: fino ad oggi il giudice, poteva, nel caso non ritenesse valido il motivo del licenziamento permetteva al dipendente scegliere tra il reintegro e l’indennizzo mentre con la riforma si potrà optare solo per l’indennizzo (che viene aumentato ad un minimo di 15 ed un massimo di 27 mensilità).

Il secondo è quello relativo ai licenziamenti per motivi disciplinari. Con la riforma, qualora il giudice ritenesse non validi i motivi del licenziamento, potrà (se il fatto imputato al lavoratore non è stato commesso o se non è un motivo previsto dai contratti di settore) imporre il reintegro in azienda con il pagamento delle mensilità a partire dalla data di licenziamento, oppure (in tutti gli altri casi) potrà imporre un’indennizzo che viene alzato ad un minimo di 15 ed un massimo di 27 mensilità.

Tuttavia la riforma presenta altri aspetti, a nostro avviso, estremamente importanti. In primis verranno resi più costosi (e quindi meno convenienti) i contratti a tempo determinato e verranno rese più severe le norme per punire gli abusi sulle collaborazioni a progetto. Questo, come avevamo anticipato nelle scorse settimane, servirà a stimolare i contratti a tempo indeterminato specialmente nei confronti di donne e giovani costretti, spesso, a rimanere anni con forme contrattuali precarie.

Monti e Fornero: la presentazione ufficiale

Qui di seguito è possibile ascoltare la conferenza stampa ufficiale di presentazione della riforma del lavoro in cui il ministro Elsa Fornero spiega il testo soffermandosi sui punti chiave della riforma e sul possibile impatto sul mercato del lavoro.

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