Tasso d’occupazione e mercati

I mercati finanziari sono soggetti ad un elevato numero di fattori che influisce sul loro andamento e ogni trader dovrebbe essere sempre informato in merito. Il trading online con CFD in particolare offre la possibilità di trarre vantaggio da qualsiasi oscillazione dei mercati, sia in riazo che in ribasso. Ecco perchè il calendario finanziario assume un ruolo fondamentale in riferimento alla volatilità che caratterizza le borse a livello globale. Ogni giorno è prevista la pubblicazione di indicatori economici chiave, principalmente riferiti al contesto americano ma in parte anche mondiale in generale. Alcuni di questi indici hanno un’importanza maggiore rispetto agli altri e di conseguenza analisti economici ed esperti vi dedicano più tempo attraverso studi e previsioni sugli effetti che essi potrebbero avere sui mercati a seconda dell’esito.

 

Spesso le borse risentono in modo particolare delle mancate aspettative, ovvero ogni qualvolta che i dati pubblicati non confermano i pronostici degli esperti.

Uno degli indicatori più importanti è il Non Farm Payrolls, sempre riferito agli Stati Uniti, che rappresenta il livello di occupazione nei settori pubblico e privato ad esclusione dei lavori stagionali (quelli del settore agricolo appunto). Questo dato da una visione completa del mercato del lavoro americano quantificando il numero dei posti di lavoro guadagnati o persi in tutti i diversi settori.

L’ultimo Non Farm Payroll è stato pubblicato venerdì 6 agosto ed è stato peggiore delle attese grazie ad un -131k contro il -65k previsto (praticamente il doppio).

Gli analisti avevano ipotizzato una crescita dei dipendenti nel settore privato di 90k che ha invece raggiunto solo un +71k; il settore pubblico invece ha perso oltre 200k posti di lavoro. L’unico aspetto positivo di questi dati riguarda il settore manifatturiero che è passato da 13k a 36k. Nel complesso il tasso di disoccupazione è comunque sceso al 9,5%, grazie ad un settore privato che riesce ancora a sopperire alle perdite di quello pubblico.

In una situazione come quella attuale di ripresa stagnante basta un nonnulla a portare sfiducia negli investitori e quindi un calo dei mercati finanziari.

È a questo punto che i CFD entrano in gioco quali prodotto finanziario che offre la possibilità di un profitto maturabile sia dal rialzo che dalla caduta dei mercati. Il contratti per differenza sono infatti lo scmabio della differenza di valore di uno strumento finanziario sottostante che intercorre in un determinato intervallo.

In parole povere l’investitore decide di “comprare” (aprire una posizione long) se crede che il valore dello strumento sottostante di riferimento aumenterà e viceversa decide di “vendere” (aprire una posizione short) se pensa che il valore andrà in calo. I mercati in cui fare trading con CFD sono svariati e comprnadono anche azioni, indici, forex, commodities e opzioni.

Più un trader è attento ai molteplici fattori che vanno ad influenzare i mercati finanziari più facilmente riuscirà ad identificarne l’andamento e di conseguenza trarne un profitto. In Italia la prima società per trading con CFD è IG Markets.

Il nostro servizio di trading comporta un elevato livello di rischio e può determinare perdite che eccedono il vostro investimento iniziale; accertatevi di aver pienamente compreso i rischi a cui potreste incorrere.

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