Calano le vendite al dettaglio in Europa

Nonostante il premier Berlusconi continui a dire che il nostro paese non sente la crisi la realtà è, purtroppo, un’altra. Le famiglie italiane la crisi la sentono in maniera molto forte e, a quanto pare, non sono le sole. Stando agli ultimi dati diffusi dall’Eurostat, infatti, i consumi sono calati in tutta la zona euro di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Un segnale importante che testimonia una crisi che affligge sempre di più l’Europa facendo tremare il mondo intero. Ne è un esempio la Francia, la seconda economia europea, che ha varato la terza manovra correttiva approvando manovre forti volte a fronteggiare una situazione difficile.

Nel pacchetto varato da Sarkozy le misure più importanti sono l’aumento dell’aliquota Iva al 7% (si tratta dell’aliquota iva agevolata che era al 5,5%) per ristoranti ed edilizia, e innalzamento dell’età pensionabile che passerà a 62 anni nel 2017 e non più al 2018 come stabilito questa estate.

Come se non bastasse i primi malumori arrivano anche dalla Germania visto che la produzione industriale è calata di circa il 2,7% nel solo mese di Settembre a causa del forte calo di ordini che arriva alle aziende.

Ma cosa comporta per l’Italia se anche il resto d’Europa è in crisi?

Ora che anche Francia e Germania cominciano a sentire la crisi con maggiore forza per l’Italia potrebbero esserci delle ripercussioni dirette qualora il nostro paese dovesse aver bisogno di un sostegno economico. Maggiori saranno gli sforzi interni che le 2 potenze economiche dovranno fare per sistemare i propri conti e minori saranno i sacrifici che saranno disposte a sostenere per salvare i paesi più a rischio, tra cui non possiamo non mettere anche l’Italia.

Tuttavia, nonostante la giornata disastrosa di ieri che ha visto lo spread tra BTP e Bund tedeschi arrivare a livelli record, arriva una piccola iniezione di fiducia da parte del fondo dell’emirato del Kuwait, il più antico del mondo nonchè uno dei più ricchi, ha deciso di investire anche in Italia scommettendo sui fondamentali della nostra economia.

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