Aumenta lo spread dei titoli francesi

Ieri Piazza Affari ha chiuso con un +0,97% grazie a quello che è stato definito “l’effetto Monti” che sembrerebbe riaver dato fiducia ai mercati e salvato una giornata cominciata malissimo. Ma a preoccupare ora è la Francia che potrebbe essere il prossimo obiettivo della speculazione che stà mettend a dura prova l’area euro.

Certo, sembra incredibile che proprio la Francia da tripla A, il paese che insieme alla Germania si è arrogata il diritto di dettare le linee guide per tutti gli altri paesi dell’eurozona, possa essere il nuovo caso finanziario. Eppure i dati parlano chiari: nella sola giornata di ieri gli Oat, i titoli di stato francesi, con scadenza a 10 anni hanno aumentato il proprio rendimento di 23 punti base arrivando a quota 3,43.

Aumenta anche il differenziale con i titoli tedeschi che arriva ora a quota 166 punti base, un valore che potrebbe sembrare insignificante se paragonato ai nostri 550 punti ma che ha stabilito un nuovo record dall’introduzione dell’euro.

Segnali di guardia arrivano anche dall’Unione Europea che proprio ieri ha inviato una nota al governo francese chiedendo maggiori sacrifici e più controllo sulla spesa pubblica per evitare il fallimento degli obiettivi di risanamento previsti per tutti i paesi dell’eurozona entro il 2013.

Inoltre la Bce ha anche fatto sapere che le stime di crescita per il 2011 in Europa potrebbero essere riviste al ribasso ed è facilmente ipotizzabile che a risentirne saranno sopratutto le economie più forti come Francia e Italia che, rispettivamente, rappresentano la seconda e la terza economia dell’area euro.

Malumori arrivano anche dalla stampa francese spaventata dall’ipotesi che il contagio si possa estendere dall’Italia alla Francia proprio come è stato dalla Grecia all’Italia. Se così dovesse essere sarebbe un’ulteriore prova di un attacco in corso ai singoli stati del vecchio continente con l’obiettivo di distruggere l’Euro.

Ovviamente si tratta solo di supposizioni ma la situazione al momento è questa. Certo, i paesi europei hanno avuto il grande demerito di farsi trovare non in perfette condizioni dal punto di vista economico. La crescita nell’eurozona è su livelli bassissimi da troppo tempo e la spesa pubblica è stata fuori controllo per anni.

Forse il rigore che si stà cercando di applicare ora per salvare il salvabile poteva essere applicato molto tempo prima così da farsi trovare “in salute” nel momento di un eventuale attacco speculativo. Tuttavia al momento non resta che continuare ad attivare riforme per tagliare la spesa pubblica cercando di rimettere in ordine i conti e di stimolare, per quanto possibile, la crescita.

Se la francia sarà il prossimo paese ad entrare in crisi lo scopriremo presto perchè come abbiamo imparato per l’Italia i mercati corrono veloce, molto più di chi governa i singoli stati.

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