Alitalia: storia infinita di un fallimento annunciato

Come volevasi dimostrare, a distanza di anni, ci troviamo ancora una volta a dover affrontare il discorso alitalia. Ieri, a distanza di 4 anni dal fallimento della società, è scaduto l’obbligo che impediva agli azionisti della cordata di imprenditori italiani (che salvarono la compagnia dal “rischio di essere comprata da società straniere”) di vendere le proprie azioni. In sostanza, da oggi gli azionisti possono sbarazzarsi delle proprie quote della nuova Cai rendendo inutile, o quasi, il salvataggio della società sbandierato dall’allora governo di centro destra. Ma chi è davvero interessato ad acquistare l’Alitalia?

alitalia

In pole position ci sarebbe l’Air France che già ora detiene il 25% di Cai, una quota tutt’altro che irrilevante. Tuttavia si affacciano, in via assolutamente ufficiosa, anche altri nomi all’orizzonte.

Si parla, ad esempio, della Qatar Airways (anche se in queste ore sembra che Akbar Al Baker, il Ceo della società, abbia fortemente negato) prestigiosa compagnia di bandiera del Qatar che di sicuro avrebbe la disponibilità per poter effettuare questo tipo di operazione anche in un contesto difficile come quello attuale.

Altre voci danno per certo l’interessamento della Etihad Airways, compagnia di Abu Dhabi che, tra le altre cose, sponsorizza il Manchester City (di proprietà della famiglia reale degli Emirati Arabi Uniti).

Ma al di la delle varie voci di mercato, che sono sicuro andranno a susseguirsi tra conferme e smentite fino a che le trattative non verranno chiuse, quello che viene lecito domandarsi è “a cosa è servita questa cordata di imprenditori italiani voluti dall’allora premier Silvio Berlusconi“?

Questi signori, che allora vennero presentati come dei patrioti, non hanno alcuna intenzione di andare avanti nel progetto mettendo nuovi soldi nella Cai. Insomma Berlusconi per impedire che Air France diventasse unico azionista della nostra compagnia di bandiera (facendosi carico anche dei 2 miliardi di debiti) non ha fatto altro che caricare sulle nostre spalle i debiti e dare agli imprenditori italiani una compagnia “pulita” che adesso verrà venduta al miglior offerente.

Di fatto sarebbe stato molto meglio vendere Alitalia ad Air France senza far gravare i 2 miliardi di debiti sui conti dello stato, ossia sulle tasche di tutti noi. Ma ancora una volta si ha l’impressione di essere stati “fregati”…

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