Donald Trump presidente: firmati i primi provvedimenti

donald trump

Dopo l’insediamento avvenuto il 20 gennaio scorso, il neopresidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato già i primi provvedimenti che segnano il punto di inizio della sua presidenza. Secondo le ultime notizie, il tycoon ha firmato degli ordini esecutivi che hanno fatto storcere il naso a molti.

In primo luogo pare che Trump abbia firmato un decreto che di fatto inizia a smantellare l’Obamacare, la famosa e imponente riforma sanitaria voluta da Barack Obama. Il provvedimento composto da 9 paragrafi e firmato dalla nuova presidenza repubblicana dà mandato al governo di agire in modo incisivo per creare un mercato di assistenza sanitaria che sia il più libero possibile, e di conseguenza anche più competitivo a livello commerciale e più economico in quanto a costi che andrebbero a gravare sulle tasche dei cittadini. Trump in fondo ha sempre criticato l’Obamacare, ritenendola una riforma troppo pesante, troppo statalista e soprattutto troppo costosa per la gente.

Se la soluzione di Obama per provare ad allargare le maglie dell’assistenza sanitaria passava per un intervento del governo, Trump auspica invece una cosiddetta soluzione “di mercato”. Il tycoon vuol procedere passo dopo passo nello smantellamento dell’Obamacare, anche se il Congresso statunitense, qualora lo volesse, avrebbe comunque la possibilità e il potere di abrogare l’Obamacare in un colpo solo.

Secondo un’altra scia di notizie, il presidente Trump avrebbe firmato anche una legge che permette al generale in pensione James Mattis di essere nominato come segretario alla difesa Usa nonostante non siano passati i 7 anni di pensione necessari per una nomina di questo tipo. Questa nomina, però, così come altre nomine avvenute in questi giorni, avrà bisogno del via libera da parte del Senato prima di poter essere considerata attuativa.

Nonostante la campagna elettorale di Trump si sia concentrata parecchio su temi quali ISIS, immigrazione e NAFTA, sembra che almeno per il momento il neopresidente Usa non si sia occupato da vicino di queste questioni. Tuttavia nei giorni a venire ci si aspetta una riapertura dei trattati con Messico e Canada con l’obiettivo di smantellare gli accordi di libero scambio siglati da Obama e detestati da Trump (che per inciso li ha sempre considerati come misure avverse agli interessi statunitensi).

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