Rinnovo contratti statali: l’aumento degli stipendi scende a 20 euro?

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Si continua a parlare di rinnovo dei contratti del pubblico impiego e le ultime notizie battute dagli organi di stampa sono tutto fuorché positive. Sembra infatti che per gli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici che aspettano il rinnovo dei contratti si stia per profilare un aumento della busta paga di soli 20 euro.

Stando a quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenuto durante un convegno organizzato dalla Cgil, risulta che la coperta sia “troppo corta” per poter parlare di un grosso budget da destinare a questo capitolo di spesa. In realtà Padoan non ha parlato direttamente della questione, ma i sindacati sono arrivati a questa conclusione per vie traverse. Il ministro infatti si è limitato a dire che “le risorse sono pochissime, visti i vincoli di Bilancio”, lasciando pensare a qualche possibile retromarcia su quanto era stato promesso anche durante l’estate.

Le parole del ministro ovviamente non sono passate inosservate ed ora, i sindacati, sono già sul piede di guerra: Cgil, Cisl e Uil chiedono che il governo rispetti il patto siglato lo scorso novembre che tra le altre cose prevedeva un aumento medio di 85 euro della busta paga degli statali. Infatti, il rinnovo dei contratti su cui il ministro della PA Marianna Madia e i sindacati hanno discusso a lungo, prevedeva anche e soprattutto un aumento medio della busta paga di 85 euro. Ma ora è più probabile che il governo torni sui suoi passi.

Il motivo del dietrofront è dato dalle risorse a disposizione che sono sempre molto poche, ma soprattutto da altri impegni più urgenti che il governo si ritroverebbe a dover affrontare. Ciò non significa che non ci sarà più un rinnovo dei contratti degli statali, ma che più semplicemente, questo rinnovo verrà ridimensionato in alcuni termini. Tra cui appunto nella voce riguardante l’aumento dello stipendio.

Di queste novità, gli statali, non sono affatto contenti. A partire dalla Polizia che lamenta organici privi di risorse, età medie troppo elevate e stipendi che dicono essere “i più bassi d’Europa in riferimento al settore”. Stessa musica nella Sanità e nella Scuola, altri comparti che da anni lamentano una mancata attenzione nei loro confronti da parte dei vari governi che si sono succeduti.

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