Le orribili conseguenze economiche della Prima guerra mondiale

Prima guerra mondiale

La Prima guerra mondiale non è stato solo scenario di violenti massacri di massa avvenuti sui campi di battaglia. Tra le tante vittime di questo conflitto c’erano quelle economiche, personificate dalle idee e dalle disposizioni che avrebbero reso possibile il più grande e più rapido aumento degli standard di vita.

Se la Grande Guerra non fosse mai accaduta, il mondo oggi sarebbe immensamente più ricco. Solo guardando indietro si può apprezzare il miracolo del progresso umano avvenuto nel secolo precedente al 1914. Le epoche d’oro non appaiono mai come tali per coloro che le stanno vivendo. Solo una volta che una tale età è passata, la gente inizia ad apprezzare ciò che ha perso.

Di seguito una breve rassegna di ciò che la prima guerra mondiale ha causato economicamente.

Commercio e capitale

Entrambi fiorirono esponenzialmente tra la fine delle guerre napoleoniche e l’inizio della Grande Guerra. I livelli del commercio raggiunti nel 1913 furono eguagliati non prima del 1993, mentre i flussi di capitali non prima del 1996.

Le restrizioni al trasferimento di denaro nel 1914 erano quasi inesistenti, ben lontani da ciò che accadde dopo la prima e la seconda guerra mondiale, per non parlare durante la Grande Depressione.

Le restrizioni commerciali si moltiplicarono dopo la prima guerra mondiale, esacerbate dalle politiche protezionistiche adottate dai paesi creati dalla disgregazione degli imperi ottomano, tedesco e austro-ungarico. L’intero sistema commerciale globale fu spazzato via; la Grande Depressione si accese da una guerra commerciale innescata dagli Stati Uniti nel 1929-30.

Prudenza finanziaria

Grazie all’esempio della Gran Bretagna, la patria della rivoluzione industriale e della valuta più affidabile mai esistita, venne accettato l’epiteto secondo cui i governi moderni dovevano esercitare una certa prudenza finanziaria, ossia mantenere la spesa sotto controllo e i bilanci in equilibrio. Le spese militari delle grandi potenze europee erano in media del 2 / 3% del PIL. Le valute dovevano essere, come la sterlina inglese, fissate all’oro, e per la maggior parte fu così, in particolare dopo il 1870.

La Grande Guerra distrusse per sempre queste idee. I governi impararono a cogliere le liquidità da coloro che rientravano nei loro domini attraverso la tassazione, il prestito e l’inflazione, imparando anche ad esercitare un enorme controllo burocratico sulle loro economie.

Le tasse

La guerra ha dimostrato l’enorme potere di generare reddito d’imposta. Le tariffe furono innalzate a livelli assolutamente inconcepibili prima del conflitto. Quando la tassa fu emanata negli Stati Uniti nel 1913, il tasso massimo era del 7%. Prima che la guerra fosse finita, il tasso arrivò al 77%. Durante la seconda guerra mondiale, il tasso negli Stati Uniti raggiunse il 94% ed in Gran Bretagna il 98%, rimasto tale fino a quando Margaret Thatcher non lo abbassò al 40%.

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