Paesi UE in azione per stimolare la crescita economica

Alla luce delle crescenti preoccupazioni sulle future prospettive economiche mondiali, i governi dell’Eurozona hanno iniziato ad allentare i cordoni sui bilanci. Non aspettiamoci però sconvolgimenti nei piani d’investimento, maggiori stimoli oppure stravolgimenti fiscali.

Fino ad ora, non ci sono segnali di urgenza, ma ciò potrebbe mutare quando la zona euro entrerà ufficialmente in recessione. Gli economisti vedono questa possibilità in aumento percentuale, soprattutto se nelle prossime settimane o mesi dovrebbe realmente verificarsi una Brexit senza accordi. Coloro che sostengono una politica a favore della crescita stanno mettendo le loro sperane nelle mani di Emmanuel Macron e del prossimo capo della BCE,  , la quale dovrebbe raddoppiare la pressione su quei Paesi del Nord Europa avversi al debito.

Quando, un decennio fa, il virus delle crisi economica colpì anche l’Europa, la risposta fu una prolungata austerità e massicci stimoli da parte della Banca Centrale Europea. L’Euro si salvo, ma molte economie sono ancora sofferenti. Nel secondo trimestre del 2019 la crescita nella zona euro è stata di un solo 0,2%. Se, da un lato, il programma di stimoli da 2,6 trilioni di euro messo in atto dalla BCE potrebbe aver contribuito alla ripresa economica post-crisi, dall’altro profondi tagli alla spesa pubblica hanno esacerbato la povertà e distrutto le reti di sicurezza sociale in Europa.

Ci sono voluti l’avanzare dei partiti anti-UE e la quasi recessione della Germania per svegliare i governi e stimolarli ad agire. Negli ultimi mesi, i leader politici stanno pianificando la creazione di una regola di bilancio equilibrata autoimposta e modalità per spendere fuori budget.

In Francia, dopo le continue proteste dei “gilet gialli”, il governo ha deciso tagli fiscali da 9 miliardi e di mantenere le promesse fatte sulla riduzione del debito. Gerald Darmanin, in merito alle mosse decise dal governo, ha dichiarato: “E’ arrivato il momento di placare la rabbia giustificata di coloro che non riescono ad arrivare alla fine del mese”.

Molto più rilevante è l’annuncio giunto, qualche giorno fa, dai Paesi Bassi, forte sostenitore della probità fiscale e degli investimenti a favore della salute pubblica e del settore edilizio: un ambizioso fondo d’investimento nazionale, che verrà lanciato all’inizio del 2020.

In Italia, il neo-governo Movimento Cinque Stelle-PD propenderà per un bilancio espansionistico per il prossimo anno, portando avanti contemporaneamente la sua campagna a favore di una rivisitazione delle regole di Bilancio UE per stimolare la crescita. Naturalmente, tutto questo non riuscirà a sciogliere il nodo dei dubbi sulla ripresa economica futura, anche se i bassi costi del debito hanno aperto le porte a circa 140 miliardi di euro di spesa previsti per la fine del 2021.

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