Mutui, eterno dilemma. Tasso fisso o variabile?

Prima di richiedere qualsiasi finanziamento è necessario effettuare diverse scelte.

La più importante mette il consumatore davanti al vitale confronto mutui: a tasso fisso o a tasso variabile? Inutile negarlo, la domanda più spinosa che il papabile contraente di un mutuo deve porsi è proprio questa qui.

Le crisi economiche, le difficoltà personali, le difficili situazioni politiche che possono presentarsi sono fattori che sempre di più mettono a dura prova sia gli istituti creditori che i contraenti di mutuo. Capire quale sia la soluzione perfetta alle proprie esigenze diventa quindi un bisogno primario da soddisfare.
I tassi di interesse dei finanziamenti sono i primi a risentire di eventuali problemi e di conseguenza diventano il fattore primario da tenere sotto controllo prima di effettuare una qualsiasi scelta in ambito economico.

Molte persone preferiscono il mutuo a tasso variabile perché i tassi attualmente sono ai loro minimi storici, ma contemporaneamente ignorano che anche l’I.R.S., l’indice del mutuo a tasso fisso è attualmente al punto minimo di valore dell’ultimo decennio.

Ovviamente il consiglio è quello analizzare bene la propria situazione finanziaria prima di prendere qualsiasi decisione, ricordando che in caso di tasso variabile, nonostante le assicurazioni che automaticamente gli istituti bancari offrono, se il tasso si alza, il debitore deve essere in grado di far fronte alla spesa. Effettuare una forte scrematura basandosi sulle diverse offerte presenti in rete può rivelarsi una mossa vincente.

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  1. Pingback: Come rinegoziare un mutuo a tasso fisso | 7 Febbraio 2011

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