Disoccupazione: l’Italia la peggiore d’Europa

Ancora un triste primato per il nostro paese che si conferma il paese europeo con la più alta disoccupazione giovanile. In Italia, infatti, sono oltre 1 milione e novecento mila i giovani tra i 25 e i 34 anni che sono senza lavoro, una percentuale altissima visto che rappresenta il 26% della popolazione di quella età.

Purtroppo per noi la media europea è di poco inferiore al 16%… una differenza di circa 10 punti percentuali che fa del nostro paese il peggiore di tutta la zona euro (e non solo).

Per comprendere la drammaticità di questi dati basti considerare che i giovani che lavorano nel nostro paese sono diminuiti del 15,6% negli ultimi 3 anni (contro una media europea che si attesta sul 7%).

Una situazione drammatica ma che diventa perfino peggiore al sud dove si concentra il maggior numero di ragazzi disoccupati: 1,1 milioni di giovani senza lavoro (su 1,9) sono residenti nel mezzogiorno.

Ma lo squilibrio esiste anche tra donne e uomini visto che ben 1 milione e 300 mila giovani senza lavoro sono proprio donne. Insomma un quadro disarmante che permette di comprendere quanto sia a rischio il futuro delle nuove generazioni che quando riescono a trovarlo un lavoro devono pure combattere con contratti precari per anni.

Proprio per questo una quota sempre maggiore di giovani preferisce andare all’estero e in particolare in Spagna, Inghilterra e Stati Uniti dove il mercato del lavoro, seppur con molti difetti, permette loro di sperare in una condizione meno precaria.

La sensazione, infatti, è quella di una diffusa sfiducia dei ragazzi e delle stesse famiglie che vedono l’andare all’estero l’unica strada per poter sperare in qualcosa di meglio. In Italia, infatti, vengono utilizzati strumenti come l’apprendistato che se ben utilizzato è un ottima soluzione per avvicinare i giovani al mondo del lavoro e formarli sul campo.

Tuttavia spesso l’apprendistato viene seguito da contratti precari che in un modo o in un altro proseguono per anni rendendo impossibile qualsiasi progetto a lungo termine e, non per ultimo, l’accesso al credito per poter acquistare un immobile.

Basti pensare che solo in Lombardia sono quasi 90 mila i contratti di apprendistato mentre in Veneto e Lazio sono rispettivamente 65 mila e 52 mila. E le previsioni per il prossimo anno sembrano lasciar prevedere un forte aumento di questa tipologia di contratto anche in seguito alle novità apportate dal decreto voluto dal Ministro Sacconi.

Occorre solo sperare che non sia l’ennessimo strumento che porti ad un aumento dell’occupazione precaria.

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