Ryanair: ricavi a 404 milioni nel II trimestre

In un contesto economico come quello attuale con la crisi che stà letteralmente spazzando via molte aziende suona come incredibile l’annuncio fatto da Ryanair: i suoi conti vanno talmente bene che il suo amministratore delegato (nonchè proprietario della compagnia) O’Leary ha annunciato che conta di battere le previsioni.

La compagnia irlandese, infatti, ha fatto registrare profitti in crescita a 404 milioni di euro nonostante i maggiori costi sostenuti dovuti, essenzialmente, all’aumento dei carburanti, e conta di aumenatare i profitti del 10%. Numeri che sarebbero molto importanti anche in un contesto normale, figuriamoci nel bel mezzo di una delle più devastanti crisi economiche!

Ryanair, che di fatto è la più grande compagnia aerea low cost d’Europa, ha aumentato il numero di passeggeri del 12% portandosi a quota 44,7 milioni. Numeri davvero incredibili ma che possono trovare una loro spiegazione proprio nella crisi economica che stà facendo tremare le altre aziende.

In un contesto così difficile, infatti, sono sempre di più le persone che cercano di risparmiare acquistando i biglietti aerei al minor prezzo possibile. In questa logica la scelta della Compagnia Irlandese è stata vincente visto che permette di acquistare biglietti per le principali destinazioni europee a pochi euro.

Tuttavia il successo di Ryanair non si deve solo alla sua offerta ma, anche, alla bravura del suo amministratore, Michael O’Leary che con la sua linea aggressiva e spesso irriverente riesce a catturare l’attenzione dei media di fatto ottenendo un’incredibile visibilità senza dover fare nessun tipo di pubblicità.

Una linea che può piacere o non piacere ma che in questo contesto economico così difficile stà premiando la sua Compagnia che continua a far registrare numeri davvero molto importanti che la confermano come una delle realtà più importanti del panorama europeo.

E intanto c’è già chi si domanda se e quando O’Leary deciderà di espandere il proprio business al di fuori dei confini europei che, immaginiamo, comincino ad andargli un po stretti.

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