Benzina: Federconsumatori denuncia i rincari

Ieri una nota di Federconsumatori ha denunciato l’ennesimo rincaro dei prezzi dei carburanti che hanno raggiunto un nuovo massimo sia per la verde che per il gasolio. Secondo la federazione dei consumatori il danno alle famiglie italiane e all’economia in genere è pesantissimo, tanto da richiedere l’intervento immediato del governo per evitare che la situazione degeneri. Proprio ieri, infatti, sono stati raggiunti nuovi picchi: la verde viene venduta ad un prezzo medio di 1,80 euro al litro con punte di 1,90 mentre il gasolio fa registrare una media di 1,74 euro e punte di 1,77. Insomma la soglia psicologica dei 2 euro è quanto mai vicina e, continuando di questo passo, potrebbe essere raggiunta nell’arco di pochissimi mesi. Ma quanto pesano questi rincari sulle famiglie e sulle imprese italiane? Cosa comporta per utti noi avere un prezzo dei carburanti così alto?

Purtroppo in un paese come il nostro dove gran parte della merce viene trasportata su gomma è evidente che ogni rincaro dei carburanti si traduca in un aumento dei prezzi di consumo. A cominciare proprio dai beni di prima necessità, ossia dai prodotti alimentari che, inevitabilmente, sono tra i più sensibili agli aumenti della benzina.

Secondo Federconsumatori solo nel settore alimentare questi ultimi aumenti si tradurranno in un costo di oltre 219 euro all’anno in più che le famiglie italiane dovranno sostenere per fare la spesa di tutti i giorni.

Tuttavia i problemi più rilevanti saranno alla pompa di benzina. Secondo la stima della federazione consumatori negli ultimi 12 mesi la benzina è aumentata di 34 centesimi di euro e il Gasolio di ben 39 centesimi di euro.

Il tutto si traduce in un rincaro di circa 410 euro all’anno per chi ha una macchina a benzina e di 470 euro all’anno per chi ha un’auto a gasolio. Il tutto con la speranza che a settembre non ci sia il tanto temuto aumento dell’iva che potrebbe portare i carburanti su livelli inaccettabili.

L’appello di FC è rivolto al governo a cui viene chiesto di intervenire quanto prima per incentivare la libera concorrenza tra i gestori delle pompe di benzina, soluzione che, secondo le prime stime, potrebbero far scendere i prezzi di verde e gasolio di almeno 10-11 centesimi al litro.

In attesa di eventuali provvedimenti del governo non si può far altro che ottimizzare al massimo il risparmio di carburante cercando di utilizzare meno i propri veicoli e facendo rifornimento solo nelle stazioni di servizio più convenienti magari verificando se vi siano nelle vicinanze delle “pompe bianche”, ossia quei distributori senza marchio che, in genere, consentono un risparmio di circa 4-5 centesimi al litro.

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