Debito pubblico da record a 1936 miliardi

Ancora un triste primato ci fa svettare nei primi posti di una classifica internazionale in cui non vorremmo assolutamente primeggiare. Si tratta di quella relativa al debito pubblico dove il nostro paese è, ormai da anni, stabilmente ai primi posti. Il nostro debito, infatti, ha raggiunto proprio in queste ultime ore la soglia dei 1936 miliardi di euro risultando uno dei debiti sovrani più alti del mondo. Nonostante la cura del governo Monti il nostro debito è aumentato di ben 40 miliardi di euro dalla fine del 2011 a Gennaio 2012. I motivi sono diversi e cercheremo di analizzarli tutti, uno ad uno, così da capire perchè nonostante tutti i sacrifici chiesti agli italiani non si sia riusciti ad ottenere dei miglioramenti riducendo l’esposizione debitoria del nostro paese.

Non a caso la fiducia dei consumatori in Italia è calata ulteriormente tanto da toccare i minimi registrati nel marzo del 2009, in forte controtendenza rispetto a quanto non avviene in paesi come la Germania, la Francia o perfino la Spagna dove la fiducia delle famiglie è in forte ripresa.
Uno dei motivi per cui il nostro debito pubblico continua ad aumentare è il fondo salva stati Efsf, a cui l’Italia ha dovuto partecipare versando la propria quota come gli altri paesi europei. Inoltre c’è da considerare la maggiore spesa per il pagamento degli interessi per il rifinanziamento del debito che stiamo pagando dopo l’attacco speculativo che ha fatto schizzare alle stelle i rendimenti dei nostri titoli di stato.

Tuttavia questo aspetto sarebbe quello meno preoccupante perchè la situazione sta tornando verso la normalità, segno che già dalla fine di quest’anno il peso degli interessi sul debito dovrebbe alleggerirsi notevolmente rispetto a quelli sostenuti in questi primi mesi dell’anno.

Un motivo di apprensione, però, resta l’incognita della crisi del debito in Europa, perchè se da un lato è vero che il problema della Grecia sembra quasi risolto (anche se sappiamo bene che così non è) dall’altro non bisogna dimenticarsi del Portogallo e dell’Irlanda, paesi che sono sull’orlo del default che rischiano di costare all’Europa altri a80 miliardi di euro di salvataggi.

Senza contare il rischio Spagna che, come vi abbiamo ampiamente raccontato, stà scontando una disoccupazione alle stelle e uno spread che non accenna a scendere sotto i 300 punti base (al momento siamo intorno ai 320 punti).

Le previsioni per i prossimi 2 anni, tuttavia, non sono poi così pessimiste tanto che molti analisti prevedono già per la fine del 2012 una battuta d’arresto per quanto riguarda la crescita del nostro prodotto interno lordo. L’unica incertezza (salvo, appunto, nuove crisi nell’eurozona) è data dal pil, che dovrebbe tornare a crescere solo a partire dal 2013, in quanto una crescita maggiore significherebbe un maggior gettito fiscale che permetterebbe di andare a ridurre il debito del paese.

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