Euribor a 0,75%, scendono i Mutui variabili

Anche in un contesto economico difficile come quello che stiamo attraversando capita, di tanto in tanto, di dare delle notizie positive come quella relativa ai mutui a tasso variabile che, grazie alla discesa dell’Euribor a 3 mesi fino allo 0,75%, continua il trend di discesa cominciato a inizio anno. Una buona notizia per le famiglie italiane che hanno contratto un mutuo variabile che, così, vedranno ridursi la rata mensile da corrispondere alla banca. Una diminuzione in atto da inizio anno quando l’Euribor a 3 mesi ha cominciato la sua discesa partendo dal 1,34% e arrivando fino al valore attuale, appunto, di 0,753%. Un calo che si traduce in un risparmio medio, per chi ha in essere un mutuo a tasso variabile, di oltre 50 euro al mese. Un risparmio che, almeno in parte, va a coprire i continui rincari (benzina, generi alimentari e tasse in primis) che hanno afflitto le famiglie dall’inizio del 2012.

Inoltre questo trend al ribasso dell’Euribor dovrebbe continuare ancora a lungo. Secondo ilsole24ore i futures indicano che l’Euribor a 3 mesi potrebbe scendere ulteriormente e attestarsi intorno allo 0,66% già verso settembre. Successivamente si stima che i tassi possano tornare a crescere ma a ritmi molto lenti e compatibilmente con il miglioramento dell’economia all’interno dell’eurozona.
Questo avrà un forte impatto anche su chi dovrà stipulare un nuovo mutuo. Come abbiamo potuto verificare in un nostro studio di qualche giorno fa, i mutui variabili rimarranno, ancora a lungo, molto più convenienti di quelli a tasso fisso. In media, infatti, un mutuo a tasso fisso si aggira intorno al 6 – 6,5% mentre un buon variabile con cap non va oltre il 4 – 4,5% (con cap, ossia il tasso di interesse massimo, intorno al 6,5%).

La differenza tra fisso e variabile con cap, ipotizzando un mutuo di 150.000 euro da rimborsare in 20 anni, è di quasi 200 euro a favore del variabile con in più la sicurezza che al massimo si andrà a pagare lo stesso importo che si pagherebbe ora con il fisso.

Insomma una buona notizia, per i consumatori italiani, che arriva in un momento in cui le famiglie sono costrette a fre i conti con una benzina prossima ai 2 euro, con l’introduzione dell’imu sulla prima casa e con l’ultimo aumento dell’irpef sulle buste paga, un salasso che nel suo complesso potrebbe costare oltre 3000 euro l’anno in più per ogni nucleo familiare.

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