Crisi: l’unica che ci guadagna è la Germania

In questi ultimi mesi abbiamo più volte sottolineato come uno dei più grandi problemi dell’eurozona sia la linea dura della Germania fermamente convinta della sua politica di austerity imposta a mezza eurozona. Intanto, però, ogni giorno che passa si comprende sempre meglio come l’unico paese europeo che stia guadagnando da questa crisi economica sia proprio la Germania, mentre tutti gli altri stanno sprofondando in un vortice pericolosissimo. Non a caso questo bel grafico pubblicato su ilsole24ore.com mette in luce proprio questo aspetto analizzando l’andamento dei titoli di stato dagli anni ’90 ad oggi. Se osserviamo bene il grafico, infatti, si evince chiaramente che a ridosso dall’introduzione della moneta unica i rendimenti dei titoli di stato di tutti i paesi erano grosso modo sugli stessi livelli, ossia intorno al 5%.

Successivamente all’introduzione dell’euro questi rendimenti hanno avuto un andamento molto simile fino all’inizio del 2008 quando, con lo scoppiare della crisi economica le divergenze sono tornate ad aumentare. I paesi più colpiti sono stati Portogallo, Irlanda e Grecia e, a seguire, Spagna e Italia.

Tuttavia qualcuno ci sta guadagnando (e non poco) da questo periodo di forte panico sui mercati finanziari ed è, ovviamente, la Germania unico paese i cui rendimenti dei titoli di stato sono addirittura scesi. Insomma la Germania, essendo considerata il “porto sicuro” dell’eurozona continua a piazzare titoli di stato a rendimenti incredibilmente bassi cosa che, di fatto, le permette di rifinanziare il debito a costi irrisori.

Così se l’Italia è costretta a emettere titoli con scadenza 10 anni ad un tasso di interesse prossimo al 6% i tedeschi fanno altrettanto ma ad un tasso inferiore all’1,5%. Questo non farà altro che rendere il paese ancora più competitivo rispetto agli altri membri dell’eurozona.

Così gli ultimi dati a nostra disposizione parlano di una Germania sempre più ricca mentre il resto d’Europa continua a impoverirsi. I cittadini tedeschi sono molto più ricchi oggi di come non lo sono mai stati prima. Nel solo 2011 il patrimonio finanziario privato in Germania è cresciuto di ben 149 miliardi (una crescita decisamente sopra la media) raggiungendo la cifra record di 4.715 miliardi.

Ma quello che più sorprende, analizzando il grafico qui sopra, è che il mercato dei titoli di stato sembra essere tornato ai livelli pre euro. Questo, di fatto, può essere interpretato in 2 modi:

1) Il mercato sta scontanto una possibile fine dell’euro: il mercato dei titoli di stato ha già cominciato a scontare una possibile fine della moneta unica riallineando i rendimenti con quelli precedenti all’introduzione dell’euro;

2) L’euro non è più in grado di proteggere i paesi: dopo l’introduzione della moneta unica i rendimenti dei titoli dei diversi paesi si sono riallineati su valori più bassi rispetto a quelli precedenti, come se l’euro avesse fatto da scudo, una protezione che oggi non sarebbe più in grado di offrire.

Tuttavia ci permettiamo di suggerire anche una terza ipotesi. L’euro, di fatto, aveva quasi azzerato lo spread tra i vari paesi fino a quando non si è cominciato a parlare di default. Il fatto stesso che si possa parlare di default di un paese membro dell’eurozona è stato come indebolire l’euro stesso.

Per questo ora si parla di poter fare della BCE garante di ultima istanza dei debiti dei singoli paesi. Di fatto sarebbe come dire: nessuno può fallire perchè in quel caso interverrebbe la BCE a stampare moneta per garantire i debiti. Una soluzione che potrebbe ridare quella serenità ai mercati finanziari necessaria a far tornare i rendimenti dei titoli di stato su valori decisamente più bassi di quelli attuali.

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