Come si calcola la liquidazione

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Nessuno di voi si è mai chiesto come viene effettuato il calcolo relativo al trattamento di fine rapporto? La liquidazione che spetta ad ogni lavorate dipende dal numero di anni e dalle possibilità di calcolo che vengono effettuate da parte dall’aziende.
Molti conoscono il TFR come un grande aiuto che arriva alla fine di un rapporto lavorativo oppure della pensione e il pensiero che venga tartassato da tasse e imposte è quello più ricorrente. Ogni datore di lavoro è tenuto a rilasciare questo pagamento al termine della collaborazione, per alcuni lavoratori è un bel malloppo per altri di meno, ma come viene calcolato?

Come si calcola il TFR

Iniziamo a chiarire che per l’INPS questo importo fa parte della previdenza ed è obbligatorio per tutti. Quando ogni lavorate lascia il posto di lavoro per cambiare o per andare in pensione ha diritto a ricevere dei soldi in base alla cifra maturata durante gli anni di lavoro e al tipo di livello raggiunto.
Molti padroni in questi ultimi fanno i furbi ma in realtà sono obbligati a rilasciare la quota relativa ai crediti maturati. Quindi non è importante che il dipendente sia stato lasciato a casa per motivazioni burocratiche o per pensione, l’importo è dovuto. Per il calcolo è necessario tenere in considerazione la retribuzione lorda, ogni anno gli importi vengono rivalutati e aggiornati in base all’inflazione del momento.
Nella maggior parte dei cassi la percentuale di rivalutazione è pari all’1,5% fisso e con 75% in misura variabile in base all’aumento dell’indice Istat. Dovrete fare il calcolo della quota annua / suddivisa per le percentuali, se non vi sembra così facile dovrete semplicemente digitare online “Calcolo TFR” e troverete un sacco di software o servizi online gratis che vi aiuteranno ad avere un conteggio ufficiale.

Il lavoratore decide dove destinare il TFR

Molti dipendenti sono convinti che i soldi debbano essere lasciati in azienda, in realtà i lavoratori dipendenti possono valutare dove destinare questi soldi. Se non volete lasciarsi nelle casse dell’azienda, potete valutare delle pensioni alternative e complementari, quindi la scelta importante da fare è quella di fondo aperto o forma individuale o collettiva.
Se il dipendente non dovesse ricordarsi di specificare entro sei mesi dall’assunzione la destinazione dei soldi, in automatico gli importi maturati di anno in anno andranno integrai ai fondi pensione.

Le tasse sul TFR

I lavoratori nella maggior parte dei casi hanno il terrore delle tasse che vengono applicate sul TFR, per questo motivo l’importo che l’azienda o i fondi pensioni calcolano in base al lordo. Il calcolo delle tasse applicate non è facile, infatti le aliquote vengono calcolate al momento della richiesta di solito l’imposta si aggira tra il 20 e il 27% dell’importo totale.
Una scelta che non piace alla maggior parte dei lavoratori che si ritrovano dimezzati i soldi raccolti durante una vita di lavoro. Infine considerate che lasciando il TFR in ditta verrete liquidati con l’ultima busta paga, mentre l’Inps può prendersi un tempo massimo di un anno.

Un argomento sempre complesso da gestire e che vi darà molte preoccupazioni.

 

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