Multa autovelox, cosa fare per riuscire a non pagarla

autoveloxMa c’è un ma, perchè una recente sentenza ha aperto alla possibilità che il conducente beccato in flagranza di eccesso di velocità da un autovelox possa riuscire a non pagare la contravvenzione! Alcuni di noi potrebbero pensare che contestare una sanzione per eccesso di velocità sia un’impresa destinata a fallire, perchè in effetti cosa mai ci si può inventare dinanzi ad una foto che inchioda il volto del conducente e la targa della sua auto?

E’ vero, ma è anche vero che ci sono delle situazioni in cui il guidatore ha ancora dei margini nei quali poter intervenire per riuscire a contestare la multa e, se tutto va bene, ad evitare persino di pagarla. Come? Semplicemente dimostrando alla polizia stradale che l’eccesso di velocità è stato dovuto ad una situazione emergenziale, sia essa di urgenza o pericolo.

Multa autovelox, ecco quando si può non pagare

Tra le cause che rientrano nella fattispecie di non punibilità c’è il cosiddetto “stato di necessità”. Dal momento in cui le contravvenzioni amministrative corrono di pari passo con i principi del diritto penale, il conducente che supera i limiti di velocità e viene sorpreso da un rilevatore su strada, è esonerato dal pagamento della multa nel caso in cui dovesse riuscire a dimostrare che la guida veloce è stata dovuta ad una causa straordinaria (come il bisogno di salvare se stessi o altri soggetti ritenuti in uno status di pericolo). Tuttavia affinché la polizia stradale possa accettare le giustificazioni dell’automobilista e permettergli di non pagare la multa, è fondamentale essere nelle condizioni di soddisfare i seguenti punti:

  • il pericolo deve essere “corrente”, cioè la situazione di emergenza deve essere attuale e non rimandabile nel tempo (ad esempio, un guidatore che preme sull’acceleratore perchè a sua moglie le si sono rotte le acque);
  • il pericolo non deve essere causato con la volontà del conducente;
  • il pericolo deve essere proporzionato all’illecito. Ciò significa che non si può correre di gran lunga oltre i limiti di velocità se si deve portare al pronto soccorso il proprio bambino che cadendo dalla bici si è procurato una lieve contusione, mentre la corsa su strada è per così dire “legittimata” nell’ipotesi in cui v’è in gioco la vita del proprio bimbo;
  • dimostrare che l’unica maniera per evitare il pericolo o sfuggire a una situazione di aggravamento del danno sia, appunto, l’accelerazione della corsa su strada.

Una fattispecie poco chiara e che può dar adito a qualche dubbio è quella in cui il guidatore accelera oltre i limiti di velocità perchè presume ci sia un pericolo che però non si è ancora verificato. Cosa si può fare in questo caso, accelerare per scampare all’ipotesi di un pericolo o evitare di farlo perchè non essendoci ancora nulla di dimostrabile si potrebbe comunque venire multati?

In casi di questo genere il guidatore è legittimato ad accelerare se, nella sua automobile, v’è qualcuno che registra una chiara sintomatologia che può far presumere l’insorgenza di un serio rischio. Nessuna giustificazione, invece, è ammessa per chi guida troppo veloce col solo fine di portare in ospedale una persona la quale nutre semplicemente il timore che un giorno possa ammalarsi di qualcosa e vuol quindi farsi dare un’occhiata da dei medici: questo secondo caso, a differenza del primo, presuppone infatti una “semplice” ansia del soggetto e nulla di realmente e tangibilmente pericoloso.

Guida veloce: come dimostrare lo stato di necessità?

Per dimostrare lo stato di necessità è fondamentale avvalersi di prove concrete come certificati o documentazioni varie, e non appoggiarsi alle semplice testimonianze dei presenti. Le multe per eccesso di velocità sono infatti molto labili da definire e le giustificazioni spesso troppo ampie e troppo astratte per poter essere accettate dalla volante o dalla polizia (d’altronde chiunque di noi potrebbe inventarsi una giustificazione apparentemente anche piuttosto credibile). Per cui la prova concreta ci vuole sepre, come può essere un certificato dell’ospedale a cui il guidatore era diretto (certificato riportante data e ora di arrivo così da dimostrare la contestualità della foto dell’autovelox con l’arrivo in un punto di pronto soccorso).

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