Mef frena sulla manovra 2017: “Circolano ipotesi prive di fondamento”

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) rompe il silenzio e definisce prive di fondamento le ipotesi circolate ultimamente sulla prossima manovra finanziaria. Molti organi di stampa in questi giorni hanno riportato la notizia secondo la quale il governo starebbe già mettendo mano alla legge di Stabilità, e affermato che la crescita rivelatasi al di sotto delle aspettative costringerebbe l’esecutivo a dover alzare l’entità della manovra fino a quota 30 miliardi di euro. Ma il Mef non ci sta e spiega non solo che queste cifre sono destituite di ogni fondamento, ma specifica anche che i provvedimenti attesi con la prossima manovra saranno perfettamente in linea con gli obiettivi che ci si darà con il Documento di Economia e Finanza (Def) di settembre.

“E’ prematuro fare ipotesi di ogni tipo”, spiegano gli uffici di via XX Settembre smentendo quelle indiscrezioni che parlano in netto anticipo di legge di Stabilità e che snocciolano congetture sul reale stato dei nostri conti pubblici. “In questi giorni stanno circolando indiscrezioni sulla manovra che il governo varerà a ottobre con la prossima legge di Bilancio – recita il comunicato del Mef – ma è bene chiarire che quelle riportate dai media sono ipotesi e cifre prive di fondamento. I tempi non sono sufficientemente maturi per fare congetture”.

Insomma, secondo il Mef sarebbe più opportuno rimandare i termini della questione al mese prossimo affinché governo e parlamento tornino operativi al 100% e affinché i dati stessi possano essere quanto più vicini al vero.

Quel che è certo – e che anche il governo ha confermato a più riprese – è che nella prossima manovra ci saranno le tanto attese norme che riguardano il capitolo pensioni. E’ altamente probabile che l’esecutivo procederà su intervento spalmato in due tempi: una parte dell’intervento, cioè quella relativa al famoso Anticipo Pensionistico (Ape), dovrebbe avvenire subito; mentre l’altra parte è attesa un po’ più in là. La manovra dovrà poi occuparsi di scongiurare l’atteso aumento dell’Iva e di alleviare la pressione fiscale che grava sulle imprese.

E tutto ciò, va ricordato, correrà di pari passo con la campagna elettorale che accompagnerà l’Italia al referendum costituzionale atteso molto probabilmente per il mese di novembre. Anche per questo il governo starà molto attento a varare una manovra lontana dal sentire comune, visto che potrebbe poi pagarne lo scotto proprio alla consultazione referendaria da cui dipende la sua stessa tenuta.

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