Taglio dei contributi per i nuovi assunti: la misura diventa strutturale?

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Su iniziativa del Ministero del Lavoro, il governo sarebbe al lavoro su una nuova misura per favorire le assunzioni dei giovani: l’obiettivo è dimezzare i contributi che le aziende dovrebbero pagare per i loro nuovi dipendenti, così da portare il costo per i datori di lavoro dal 33% attuale al 15%.

L’esecutivo starebbe quindi pensando a un grosso taglio degli oneri fiscali, della durata di 3 anni, a favore delle imprese che assumono nuovi lavoratori dipendenti: in pratica si tratterebbe di un provvedimento molto simile a quello attuato dal governo Renzi in piena epoca Jobs Act. A farsi alfiere di un taglio contributivo a favore delle nuove assunzioni è il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il quale ha tuttavia chiesto che questa misura diventi stabile nel tempo: basta quindi parlare di bonus che sarebbero temporanei e quindi efficaci fino a un certo punto.

Alla luce di ciò, il governo sta prima di tutto cercando le risorse necessarie per portare in campo un provvedimento del genere; risorse che si preannunciano anche piuttosto corpose visto che l’obiettivo è appunto quello di rendere strutturale il taglio triennale dei contributi a favore dei nuovi assunti.

C’è però un’altra misura al vaglio del governo, ovvero quella che mira ad istituire una pensione di garanzia per i giovani. Si tratterebbe di una pensione minima di 650 euro mensili da riconoscere a tutti coloro i quali avranno almeno 20 anni di contributi alle spalle: i beneficiari sarebbero gli assunti a partire dal 1° gennaio 1996 che sono riusciti ad accumulare 20 anni di contributi, pur a fronte di carriere discontinue e di contratti precari.

Secondo Poletti, la pensione di garanzia è una misura da attuare in tempi brevi, in quanto unita alla riduzione dei contributi per le nuove assunzioni permetterebbe di dimostrare una volta per tutte quanto l’esecutivo stia affrontando la questione giovanile: dalla difficoltà all’inserimento nel mondo del lavoro, fino alla difficoltà di ottenere, in futuro, una pensione dignitosa.

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