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Il comparto nautico italiano rischia danni incalcolabili a causa dei dazi

yacht

Trump e la sua politica economica protezionistica: un binomio che sta causando non pochi problemi a vari comparti industriali. Se da un lato l’incontro tra il presidente statunitense e il premier Conte siano stato pieno di buoni propositi, dall’altro c’è chi che in questa situazione rischia di veder vanificato tutto il lavoro fatto negli anni scorsi. Preso da questo timore, Lamberto Tacoli, manager di Perini navi, ha pensato di scrivere una lettera al premier italiano come portavoce dell’Associazione Nautica italiana.

Ecco quanto scritto da Tacoli: “Egregio Signor Presidente, mi pregio di scrivere alla sua persona questa lettera in nome e per conto dell’Associazione Nautica Italiana, rappresentante delle principali aziende italiane nel settore nautico, che copre l’80% del valore della produzione cantieristica. Facendo riferimento al suo recente incontro con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, vorrei farle un sincero appello affinché vengano protette e tutelate le esportazioni nautiche italiane, le quali riguardano svariate centinaia di milioni di euro di imbarcazioni da diporto, oltre che componistica ed accessori vari, prodotte dalle aziende italiane ed esportate negli Stati Uniti.

La contrapposizione tra Usa ed Europa nata dall’applicazione di possibili dazi ha creato un allarme diffuso, propagatosi nei mercati, tra le aziende ed i distributori raggiungendo qualsiasi parte del mondo. Tutto questo sta turbando quel delicato equilibrio che si era ricreato dopo anni di profonda crisi economica.

Mi preme ricordarle che le aziende italiane di yacht sono laeder nel mondo, dal momento in cui esportano la media del 90% di ciò che producono. In questo contesto, il mercato statunitense rappresenta il 45%. Soltanto nel nostro paese, il comparto nautico genera un volume d’affari di circa 4 miliardi di euro e un’occupazione, su tutto il territorio nazionale, di oltre 70.000 unità lavorative. Se, come avanzato da più parti, l’applicazione dei dazi colpisse anche il nostro settore, ciò causerebbe ingenti danni non solo all’industria nautica nostrana, ma anche alla filiera statunitense, considerando che la maggior parte della rete distributiva commerciale, nonché dei siti dedicati all’assistenza e ai servizi negli Stati Uniti, sono gestiti da imprenditori e addetti locali.

Siamo consapevoli che la Blue Economy e la nautica, pur essendo un asset strategico del made in Italy, non ricevono così tanta attenzione mediatica. Recentemente, abbiamo molto apprezzato, durante un convegno tenutosi a Palermo, l’attenzione del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, il quale ringrazio pubblicamente. Le sue parole per noi sono state motivo di fiducia nell’azione che l’Esecutivo svolgerà per sostenerci pienamente. Siamo un’importante componente economica per l’Italia, ed anche se spesso trascurata, abbiamo la speranza che il governo da lei rappresentato dimostri un minimo di sensibilità e prenda a cuore le sorti del nostro comparto”.

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