Gran Bretagna, c’è chi spinge per farla rimanere nell’Unione Doganale

brexitIl gruppo di pressione aziendale CBI ha dichiarato che “la Gran Bretagna deve rimanere in un’unione doganale completa insieme all’UE al fine di preservare il commercio in uno dei suoi più grandi mercati, all’indomani della Brexit”.

Il primo ministro Theresa May, circa un anno fa, aveva escluso che la Gran Bretagna rimasse un membro del mercato unico europeo e dell’Unione europea delle dogane, affermando che l’isola voleva la libertà di negoziare i propri accordi commerciali. Il direttore generale della CBI, Carolyn Fairbairn, ha tuttavia dichiarato che le attività commerciali della Gran Bretagna hanno valutato la certezza del libero scambio esistente in Europa al di sopra e al di là dei possibili futuri accordi commerciali.

“Considerando questa difficile scelta intorno all’unione doganale o meno, il valore del nostro commercio senza attrito all’interno dell’Unione europea vale più del valore potenzialmente sconosciuto degli accordi commerciali in altre parti del mondo”, ha dichiarato la Fairbairn.

Sempre la Fairbairn ha dichiarato in anticipo che ha intenzione quanto prima di fare un discorso ufficiale in cui chiederà un’accelerazione dei colloqui per la Brexit, in modo da consentire alle aziende di attivare dei piani alternativi, tra cui la migrazione di posti di lavoro e gli investimenti offshore. “Il tempo stringe: entro marzo del prossimo anno il nostro Paese sarà fuori dall’UE”, ha affermato.

Il governo britannico ha confermato che i colloqui per la Brexit sono a buon punto, con accordi su una serie di questioni come i diritti dei cittadini e la risoluzione finanziaria; oltre a questo, la fiducia di poter negoziare un accordo commerciale su misura è abbastanza diffusa.

“L’UE ha affermato che offrirà un approccio ambizioso per il libero scambio e siamo fiduciosi di negoziare un partenariato economico profondo e speciale che includa un buon affare per i servizi finanziari, che sarà nell’interesse dell’Unione europea, così come nel nostro”, ha detto un portavoce sulla prossima uscita dall’Unione Europea. “Ma, come il primo ministro ha già chiarito, lasceremo il mercato unico e l’unione doganale il giorno dopo l’uscita”.

La Fairbairn, nel suo discorso, chiederà un accordo di transizione “job-first” da bloccare nei prossimi 70 giorni. Dirà che uno scenario senza alcun accordo sarebbe un atto di “grande autolesionismo economico”, imponendo miliardi di sterline di costi sulle merci del Regno Unito vendute all’UE e viceversa.

Secondo lei è necessaria una maggiore flessibilità da entrambe le parti e le posizioni di apertura devono essere rivisitate per offrire un accordo che si basi su 40 anni di integrazione economica. “Economia e prosperità devono essere anteposte alla politica e alle linee rosse”, dirà nel suo discorso.

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