Tre ragioni per cui l’economia mondiale rallenta

Un’economia che continua a dare segnali di rallentamento generale, nonostante che gli indicatori indichino stabilità nel breve termine. I segnali in Asia e Europa sono inequivocabili, mentre i recenti dati sull’occupazione negli Stati Uniti mettono in evidenza come l’economia mondiale stia entrando in una fase difficile. Ma quali sono i fattori principali che stanno contribuendo a questo rallentamento? Tre in particolare.

Rallentamento economico della Cina

Il boom dell’economia cinese sembra destinato ad un naturale declino. Infatti, alcuni indicatori hanno evidenziato come la stessa stia rallentando molto più velocemente di quanto dica l’ultima stima del PIL, che ha perso 0,1 punti percentuali nel secondo trimestre rispetto al primo.

Le ultime indicazioni che arrivano dalle vendite al dettaglio, dagli investimenti e dalle esportazioni parlano di un probabilissimo rallentamento nel terzo trimestre. Considerando quanto sia importante l’attività cinese nella crescita asiatica e globale, le implicazioni negative di certo non mancheranno.

Materie prime più deboli

A fine giugno, i prezzi dei metalli industriali sono calati del 14%; ciò indica come la produzione industriale sia diventata più debole. Siccome è componente chiave della crescita economica, una produzione minore implica una minore crescita complessiva. Se gli attuali prezzi dei metalli continueranno a calare, la produzione del G7 causerà nei prossimi mesi un rallentamento della crescita.

Dollaro più forte

La crescita globale è direttamente proporzionale a quella del commercio, il quale dipende molto dalla competitività del dollaro. Poiché la moneta statunitense è diventata più costosa, le nazione che effettuano transazioni in dollari avranno evidenti danneggiamenti, col conseguente rallentamento del commercio. Quello dell’economia globale è una normale conseguenza, accentuata anche dal fatto che molti paesi ottengono prestiti in dollari; e con un dollaro così forte l’indebitamento diventa più costoso.

Effetti temporanei o permanenti?

Secondo alcuni economisti, il rallentamento è dovuto alla pausa estiva e di conseguenza temporaneo. La debolezza dei prezzi dei metalli potrebbe in parte essere correlata ai dazi sull’acciaio. Alcune aziende hanno effettuato gli ordini prima che i dazi entrassero in vigore il 1° giugno ed ora gli stessi si sono attenuati. A dare conforto è la robustezza degli ordini in generale, una occupazione mondiale in crescita e una fiducia diffusa.

Tensioni commerciali

Ma c’è una variante molto importante che potrebbe minare la positività generale: l’aumento delle tensioni commerciali, le quali potrebbero causare un rallentamento della fiducia delle imprese e la riduzione della spesa in conto capitale, che ha da sempre occupato un posto importante nella ripresa economica mondiale. Se gli sviluppi politici continueranno a causare timori, la spesa si rallenterebbe e con essa la crescita economica globale.

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