La conference call tra i ministri delle Finanze del G7 si è conclusa senza che siano trapelate novità di spicco. A tenere banco è stato il caso della Spagna per la quale si sta studiando un piano di aiuti per sostenere il settore creditizio che rischia di compromettere l’economia del paese. Con alle porte le elezioni in Grecia, che potrebbero rivelare non poche sorprese, l’attenzione si focalizza ora sulla Spagna che, date le dimensioni, spaventa maggiormente i mercati. Secondo alcune stime ufficiali trapelate in queste ore servirebbero circa 40 miliardi di euro per sostenere le banche del paese, stime che dal nostro punto di vista appaiono decisamente troppo ottimistiche. Non a caso in questi giorni il rendimento dei titoli di stato a 10 anni della Spagna è salito sopra la soglia del 6% a pochi passi da quel 7% che gli analisti considerano la “soglia del non ritorno” superata la quale sarebbe quasi impossibile evitare il default.

Da segnalare le forti pressioni che, ancora una volta, la comunità internazionale sta esercitando sulla Germania affinchè ammorbidisca la sua linea. Il premier Monti aveva più volte ribadito in questi giorni che la “La Germania dovrebbe riflettere in fretta, ma profondamente e agire“. Tuttavia i tedeschi non hanno nessun interesse a modificare la propria linea visti i risultati della propria economia che proprio in questi anni di crisi si è andata rafforzando.



