Richiedere un fido: ecco cosa devi sapere!

Le imprese per svolgere la loro normale funzione necessitano di risorse finanziarie che coprano il vuoto del ciclo monetario.

Fanno ricorso quindi alle varie forme di finanziamento che possono essere proprie o di terzi. Per ottenere risorse che appartengono a terzi le società devono prima avere la fiducia dell’ente creditizio: questa fiducia viene definita fido bancario.


Il fido è l’importo massimo è l’importo massimo che la banca è disposta ad accordare sotto forma di credito a un cliente che ne abbia fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità finanziarie, reddituali, patrimoniali ecc.

Proprio per verificare tali capacità la banca avvia una serie di accertamenti. Per quanto riguarda le imprese verranno valutate le capacità reddituali-finanziarie. Viene analizzato in particolar modo il cash-flow, flussi di cassa, che viene generato nella gestione.

I fidi possono essere concessi: dietro garanzie; in bianco, ovvero senza garanzie avendo piena fiducia nel cliene; dietro garanzie personali (fidejussioni o avalli).
La garanzia non aumenta però la sovlibilità del debitore, ma assicura alla banca, nel caso in cui si verifichi l’inadempimento, un recupero più veloce del credito.
L’istruttoria di fido è composta da quattro fasi:

  • accertamento dati e raccolta informazioni;
  • analisi quantitative;
  • analisi qualitative;
  • relazione fido.

Una volta stabilito il fido che merita un cliente, si concederà a questo il fido potenziale, ovvero, secondo la norma del frazionamento dei rischi, un importo minore che corrisponderà al fido accordato.

Il cliente spesso non utilizza tutto il fido, generando cosi un problema per la banca. Questa infatti sarà obbligata a mantenere a disposizione un importo che se non utilizzato completamente non produrrà interessi. Tale atteggiamento oltre a essre infruttifero per la banca, può indurre il cliente a non dare troppa importanza alla pianificazione e gestione della propria liquidità, poichè può contare su una somma che l’istituto gli mette a disposizione.

Ciò può portare a un crescente indebitamento che genererebbe difficoltà di sopportazione e di crescenti oneri finanziari.
La banca revisiona periodicamente la situazione del cliente, giudicandola in:

  • regolare (senza difficoltà nel recupero);
  • incagliata (qualche difficoltà nel recupero che genera una rivisitazione della posizione);
  • in sofferenza (per il reupero si è passati alle vie legali).

Immagine di: andrew

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