Cresce il fotovoltaico: + 600% dal 2010

Ottimi dati per quanto riguarda le energie rinnovabili. Stando ai dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, il fotovoltaico ha fornito ad Ottobre il 4,5% dell’energia complessiva consumata in Italia. Si tratta di un risultato molto positivo perchè significa un incremento rispetto ad ottobre 2010 del 600%. Valori che permettono all’energia solare di diventare una vera e propria realtà anche nel panorama energetico del nostro paese.

Questi risultati del comparto fotovoltaico si pongono all’interno di una situazione molto complessa del settore energetico che sembra cominciare a risentire della crisi economica in corso come testimonia il lieve calo della domanda che nel mese di Ottobre si attesta su poco più dell’1%.

Di fatto ora l’energia solare diventa il terzo canale di approvvigionamento di energia per importanza posizionandosi subito dietro alla produzione Termoelettrica e a quella Idroelettrica e superando di poco la produzione di energia eolica.

A conferma di questi dati arriva anche il rapporto annuale presantato a EnerSolar+ (la fiera sulle energie rinnovabili) secondo cui gli investimenti nel settore fotovoltaico in Italia nel corso del 2011 avrebbero superato la cifra record di 2,8 miliardi di euro.

Ma a cosa è dovuto questo exploit dell’energia solare?

In particolare è dovuto alle tante aziende che hanno deciso di investire nel fotovoltaico per produrre energia da utilizzare per la propria attività. Stando ai dati diffusi a EnerSolar+, infatti, moltissime attività commerciali e/o industriali hanno sfruttato le coperture dei capannoni o delle proprie sedi per installare pannelli solari con cui produrre energia pulita e, sopratutto, a basso costo.

Perchè se è pur vero che ancora oggi installare un impianto fotovoltaico sia piuttosto costoso è altrettanto vero che una volta ammortizzato l’investimento iniziale questi impianti permettono un risparmio di energia elettrica che può consentire un forte abbattimento dei costi all’interno del processo di produzione aziendale.

Basti pensare che nel 2010 la quota di utilizzatori industriali e commerciali rappresentava appena il 6% mentre nel 2011 si arriva all’11%. Ma oltre all’impatto positivo che uno sviluppo di questo settore strategico ha per la politica energetica futura del nostro paese c’è da sottolineare, anche, l’impatto sull’occupazione visto che attualmente il comparto può vantare ben 18 mila e 500 addetti (che sale a oltre 50 mila considerando anche l’indotto).

Niente male in pieno contesto di crisi economica dove le aziende non fanno altro che fallire.

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