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Brasile: quanto crescerà il pil nel 2012?

Il Brasile è uno dei paesi più forti dell’America Latina ma la sua crescita potrebbe essere minata dalla crisi internazionale che sta colpendo l’EUropa. Forse è proprio per questo che il presidente Dilma Roussef è spesso accusato di occuparsi molto di economia e accordi commerciali con i paesi vicini come nel caso dell’ultima visita di questi giorni a Cuba in cui si è discusso solo ed esclusivamente di affari. In particolare il motivo della visita sembra essere stato il nuovo porto di Mariel che sarebbe costato circa 700 milioni di dollari di cui, gran parte, brasiliani. L’obiettivo dichiarato è ovviamente, quello di intensificare gli scambi commerciali nella zona dei Caraibi dove il Brasile mira a diventare l’indiscusso dominatore della regione.

Tuttavia il paese deve fare i conti con molti altri problemi e in particolare con una crescita che, per i prossimi 3 anni, le stime danno in leggero calo a causa della crisi che sta attanagliando l’Europa provocando una forte contrazione dei consumi. Inoltre il Brasile deve ancora risolvere dei conflitti interni molto forti con una forbice sociale tra ricchi e poveri ancora troppo ampia.

Secondo le stime dell’FMI il paese dovrebbe crescere, nel corso del 2012, di circa il 3% mentre nel biennio 2013 e 2014 il pil dovrebbe attestarsi intorno al 4% all’anno. Certo parliamo di stime che in confronto a quelle nostrane (si parla di un -2% per il 2012) fanno davvero invidia ma che viste in un contesto più globale non sono propriamente in linea con quanto sperava il governo.

Basti pensare che per il 2012 la crescita media a livello globale dovrebbe essere intorno al 3,3% mentre quella dell’India e della Cina dovrebbe essere rispettivamente del 7%  e dell’8,2%. Anche la crescita media per l’america latina dovrebbe essere maggiore a quella brasiliana arrivando a toccare, entro la fine dell’anno, il 3,6%.

Inoltre il paese deve fare i conti con un’inflazione che gli analisti stimano possa attestarsi per il 2012 intorno al 5% dopo che lo scorso anno ha toccato perfino il 6,50%. Questo significa che i prezzi continueranno ad aumentare in maniera esponenziale rafforzando il divario sociale tra chi potrà permettersi sempre di più e chi faticherà ad arrivare alla fine del mese.

Insomma una situazione complessa che il presidente Dilma Roussef  dovrà gestire con molta attenzione se non vorrà correre il rischio che la crescita del paese possa subire un brusca battuta d’arresto con ripercussioni pesantissime per l’intera area.

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