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Anticipo Pensionistico (Ape) è ufficiale: ecco come funziona

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Finalmente ci siamo. Dopo averne parlato per praticamente tutto il corso dell’estate, il tanto discusso Anticipo Pensionistico (altrimenti noto come Ape) pare sia stato definito in tutti i suoi aspetti. Governo e sindacati sono pronti a chiudere la discussione, tanto è vero che il testo definitivo che porterà all’introduzione dell’Ape dovrebbe essere presentato a ore. E alla luce del fatto che “i dadi sono tratti”, vediamo un po’ di conoscere una volta per tutte i parametri dentro i quali questo strumento potrà muoversi.

Innanzitutto, l’Anticipo Pensionistico è uno strumento pensato per i nati tra il 1951 e il 1954 che vorranno andare in pensione prima del tempo, cioè prima del raggiungimento dei requisiti stabiliti dalla legge Fornero. In pratica, sarà possibile andare in pensione fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi di anticipo, cioè con 63 anni di età (anziché 66 e 7 mesi).

Durante questo pensionamento anticipato – che può durare non più di 3 anni e 7 mesi ma che ciascun lavoratore potrà poi decidere di quantificare secondo le sue necessità – i soldi che l’utente finale riceverà di mese in mese gli verranno fatti recapitare dall’Inps dietro esborso, però, di una normale banca. Una volta che il lavoratore avrà raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia e quindi comincerà a percepire la pensione “vera”, dovrà naturalmente restituire la somma che gli è stata data in prestito nei mesi prima pagandoci sopra gli interessi.

Già, perché alla fin fine sempre di un prestito si tratta. E dal momento in cui l’Ape è un prestito a tutti gli effetti, l’utente che lo sottoscriverà verrà obbligato anche a firmare un’assicurazione anti-premorienza che farà innalzare ulteriormente la rata di rimborso del prestito.

A questo proposito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha provato a metter giù una sorta di piano di rientro previsto dall’Anticipo Pensionistico. Mettiamo il caso che ad avvalersi dell’Ape sia un lavoratore che percepisce una pensione da 1.000 euro. Ebbene, nell’ipotesi in cui dovesse chiedere un anno di anticipo, il costo dello sconto sarebbe nel suo caso di 50/60 euro al mese per 20 anni; se dovesse chiedere invece tre anni di sconto, il piano di rimborso triplicherebbe negli importi e quindi potrebbe toccare i 150/180 euro al mese.

L’Ape prevede però che alcune categorie svantaggiate (disoccupati di lungo corso, persone impiegate in mestieri rischiosi o pesanti, o impegnate nel prestare assistenza a un familiare o a un disabile) possano usufruire dell’Ape senza alcun costo aggiuntivo.

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