Strada ancora in salita per gli Eurobond

Si preannuncia irta di difficoltà la strada per la predisposizione degli Eurobond, le obbligazioni dell’eurozona, che potrebbero consentire alle istituzioni continentali di poter dar seguito ad azioni più incisive sul fronte del supporto sinergico delle singole economie nazionali. Queste, almeno, sono le intenzioni dei sostenitori di questo nuovo strumento finanziario che fa tanto discutere il mondo della finanza. Gli Eurobond, infatti, sono un’argomento che divide il settore tra chi li sostiene e chi, invece, li ritiene uno struemnto assolutamente inutile se non dannoso.

Nonostante alcuni appoggi alla proposta italiana, infatti, resistono le diffidenze da parte di diversi leader europei, Germania (neanche a farlo apposta) in testa.

Proprio dalla Penisola è partita negli scorsi giorni una sorta di appello per la generazione dei titoli obbligazionari europei, a firma Prodi e Quadrio Curzio. L’appello ha accolto subito una discreta fila di sostenitori, come l’ex premier belga, che non solo ha affermato l’utilità sostanziale degli Eurobond, ma ha anche affermato che oramai l’introduzione delle obbligazioni europee sarebbe solamente una questione di tempo.

Il nodo è, tuttavia, quello relativo alla necessità di convincere la Germania, principale oppositrice degli Eurobond, spalleggiata in maniera meno convinta dalla Francia. La proposta lanciata dall’ex presidente del Consiglio dei ministri non ha infatti trovato una pronta risposta positiva da parte del governo tedesco.

Il silenzio della Cancelleria è stato amplificato dai riscontri nettamente contrari nel breve termine da parte di un funzionario del Ministero delle Finanze di Berlino, che ha osservato come l’introduzione degli Eurobond necessiti di una strada di applicazione lunga e di non facile realizzo, e di come occorrerà una migliore integrazione tra le politiche di bilancio nazionali per poter implementare una simile possibilità.

Insomma, l’impressione è che nel breve periodo gli Eurobond non vedranno la luce. Discorso diverso è invece quello che potrebbe portare a un vero e proprio bilancio dell’Eurozona, base fondamentale per consentire la predisposizione delle obbligazioni continentali. L’appuntamento temporale è tuttavia ben più lontano del 2011.

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